... e per fortuna ce li ho anch'io. Questione di DNA.

lunedì 6 dicembre 2010

"Se le scimmie riuscissero a provare noia, potrebbero diventare uomini." Johann Wolfgang Goethe.

- Nonno, mi sto annoiandooooooo... Che faccio?
- Acchiappate er naso e girate 'ntorno.
E ridevo ogni volta che me lo diceva, incredibile.

Sì, mio nonno non era propriamente il mago della noia, ma tante sere mentre ero lì con i miei amici a decidere dovete andare, cosa fare, ho pensato che sarebbe stato meglio "acchiapparmi il naso e girarmi intorno". Così, passano minuti,  lì no perché costa troppo, là no perché non vi piace la musica, "allora andiamo al..." "No, no c'è gente di merda! Ti prego!" "Ma manco ho detto dove!" Ecco, anche dire di no a qualsiasi, magari nuova, proposta diventa un'abitudine. E l'abitudine, si sa, porta alla noia.
Ho passato un week-end mediamente noioso. Ora, che non me ne abbiano le persone con cui l'ho condiviso e che leggeranno questo post (Ale, però, magari un maglione meno pesante la prossima volta, ok?! Grasssie), ma, mi pare, che proprio ci sia una moria di idee e di entusiasmi negli ultimi tempi. Ultimi tempi che durano da un po' troppo, direi. Di solito questi momenti andavano a periodi, adesso mi sembra che sia diventata una costante. Allora c'è chi va all'estero, perché spera in un'avventura stile erasmus, non rendendosi conto che forse l'età da erasmus è passata "Eh, ma io trent'anni non me li sento!" "Eh, ma tu trent'anni ce li hai." Con questo non voglio dire che alla nostra età (Cielo, che tristezza ritrovarmi a dire "alla nostra età", manco avessi davvero trent'anni già. Già.) non ci si debba più andare a divertire a feste, locali, e quant'altro, però continuare a puntare sul quel genere di uscite dopo che per anni le hai fatte, durante il fine settimana e non, credo che porti all'unica soluzione che è "allora andiamo al..." "No, no c'è gente di merda! Ti prego!": l'abitudine, la noia.
Ho pensato anche che una soluzione potesse essere quella di conoscere persone nuove. Ma, anche qui, superata l'euforia del momento per le nuove conoscenze, queste hanno una durata impressionantemente breve. Vuoi perché molte di queste persone cambiano città, si fidanzano, hanno un lavoro che non permette loro troppo svago, e quindi i giorni di riposo vengono usati nel senso vero del termine, vuoi per quello che ti pare, ma quello che ho capito è che gestire nuove amicizie superati i venticinque anni diventa incredibilmente difficile.
Penso ai miei genitori. In fondo una volta era diverso: il periodo delle uscite e delle vacanze in tenda era vissuto come un premio, dopo anni di segregazione in casa (parlo più che altro per le donne), e soprattutto durava meno, diciamo dai diciotto ai venticinque. Quindi, probabilmente, si sono persi tutta la fase dopo, in cui tutte le cazzate assurde fatte con gli amici smettono di essere così cazzate, così assurde. Ma questo loro non lo sanno, anzi se glielo chiedi, nella maggior parte dei casi, ti viene detto "Se tornassi indietro non mi sposerei così giovane..." Anche se credo che mio madre si fermerebbe al "non mi sposerei." Ma comunque.
Ma la noia di questo periodo non pervade solo il campo delle amicizie e delle uscite. Un altro argomento molto gettonato è il lavoro. Niente 'sto lavoro proprio non va. E mò il contratto, e mò lo stipendio, e mò gli orari, e mò i colleghi, e mò il traffico, e mò il diavolo che ce se porta, non va mai bene. Anche qui, non è difficile dirsi papale, papale che lavorare fa schifo, e che di qualsiasi cosa si tratti ne faremmo volentieri a meno. "Eh, ma poi a non fare niente ti annoi"sè. Al di là del fatto che mi trovo molto, ma molto contrariata rispetto a questa affermazione universale, non è mica detto che non si debba fare niente: fai solo quello che ti piace. Il punto è che molte persone non saprebbero assolutamente cosa fare del loro tempo, se fosse totalmente libero. Perciò il lavoro, che tanto sdegnano, in realtà li salva dal dover pensare. A qualsiasi cosa.
La noia non ci piace perché ci fa sentire come se non stessimo dando uno scopo alla nostra vita. Proprio non l'accettiamo. E quando questa supera un periodo di un mese, due, (nel mio caso molto meno) ci infiliamo in casini inverosimili, che "machecazzommèvenutoimmmente??"
Personalmente, per rendermi la vita meno noiosa, per un sacco di tempo ho dato largo spazio ad amori immaginari. Ma ho fatto anche di peggio: sono andata da una cartomante. Beh, una... In tutta la mia vita sono andata da quattro cartomanti: due uomini e due donne. Niente, stavolta non si tratta di bravura a livello di sesso, se sono stati più bravi gli uomini o le donne, stavolta è proprio che sono stata scema io. Eh, lo so, lo so. La cosa bella è che ci ho anche creduto, e ci ho creduto così tanto che ho fatto l'esatto contrario di quello che avevano predetto, giusto per smentire la loro previsione. A volte, invece, l'ho seguita alla lettera. In entrambi i casi mi è andata peggio di quanto, forse, normalmente sarebbe andata. Ma ammetto che quando ti dicono che sei speciale, e che le stelle prevedono per te un gran futuro, beh... ti danno un certo senso di onnipotenza, di energia, che finché ti dà la spinta, l'illusione non consapevole che lo sia, va anche bene. Quando però ti ritrovi a fare una cazzo di chiamata ad un ex solo perché la cartomante ti ha detto che non lo avresti mai più risentito, allora è il caso che torni dal tuo psicologo, perché decisamente dei due è quello che ti leva più soldi, ma ti fa fare meno danni.
A volte mi fermo a guardare e ad ascoltare chi mi sta intorno, e vedo gente infelice, annoiata, triste, ma comunque in lotta, disperata, oppure felice, ma con la paura sempre sul collo che prima o poi finisca quel bel periodo di serenità. Ma prima o poi finisce tutto. Ora, non voglio sembrare bukowskiana (anche se in realtà un pochetto lo sono), in quanto io per prima mi danno: sto qui a scrivere, piango, e ho paura di vivere più che di morire, ma comunque vivo e mi incazzo quando non lo faccio.
Ci impegnamo per tutta la vita per trovare un senso, per dare un valore, un significato, lasciare un segno, una traccia, alla nostra esistenza, della nostra esistenza. Se solo per un attimo, in mezzo al marasma della noia, dei casini, ci si fermasse a pensare che tanto alla fine MORIREMO TUTTI , magari saremmo un tantinello meno apatici, e meno attaccati ai problemi. La vita non ha senso, o ne ha solo in quanto esiste. Ciò non significa non doverle dare un valore, ma forse nemmeno esagerare, altrimenti poi la morte diventa qualcosa di terribilmente angosciante, di cui accettiamo l'esistenza solo se in cambio, dopo, abbiamo un'altra vita in un altro corpo, o in un'altra dimensione.
Ma infondo questi sono solo i pensieri di una mente annoiata, che da troppo tempo non lavora.

«La vita è una favola narrata da uno sciocco, piena di strepito e di furore ma senza significato alcuno.»

William Shakespeare


Lookin' for some happiness
But there is only loneliness to find
Jump to the left, turn to the right
Lookin' upstairs, lookin' behind, y
eah!

5 commenti:

  1. Forse la soluzione sta tutta lì, nel non dover per forza dare un senso alla vita o a quello che facciamo, nel non cercare ostinatamente di fare qualcosa perchè si debba lasciare una traccia, ma cercare di farla perchè così ci va di fare. E' la differenza che passa tra l'aver bisogno di fare qualcosa e avere voglia di farla che qualifica ciò che facciamo.

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  2. Mi vuoi sincera?
    Io mi annoio pochissimo e principalmente solo quando sono chiusa in una casa nel mezzo del nulla come mi si prospetta tra una settimana.
    Il mio segreto sta nel fatto che vivo nel caos totale e quindi non ho tempo per annoiarmi.
    Penso sempre che ci sia qualcosa da fare,da leggere,da vedere.
    Non voglio dire che io mi accontenti,ma che bisogna accettare i momenti di noia e sfruttarli.
    A quanto mi sembra di capire il problema non é la noia,nei tuoi amici,quanto il culo pesante.
    Scommetto che una volta che si esce poi ci si diverta pure.
    Anche una semplice passeggiata al centro può essere spunto per una serata piacevole.
    Anche se uno incontra gentedemmerda può divertirsi..mica te li porti a letto quelli,
    li osservi,ti fai beffe di loro ed amen.
    Dai che sei un vulcano,esplodi e inonda di lava
    i morti di sonno!
    Bis bald,
    Amber

    p.s.:lassa perde i cartomanti,che anche se non ci credo portano sfiga ahahahahah

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  3. zitta va, io mi sono fissata che devo trovare l'uomo della mia vita con la divisa (l'ultima ha detto che il mio lui sarà in divisa, qualsiasi). e io manco ce credo, all'uomo della vita, del per sempre. però penso che lo troverò! :D

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  4. sta storia della divisa l´ho sentita spesso...
    lo dissero anche a me,quindi cominciai a guardare
    con aria più interessata del solito muratori e netturbini

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  5. ahahahahaahahahaahhahhahahahhahahahah!!!!!!!

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