E niente, questo è un video fatto da me, per ringraziare i partecipanti, mio marito e il cane, e racchiudere i momenti clou della cerimonia. L'intento era quello di creare uno video in stop motion... Ehm.
Mentre questo è un video fatto da que' cretini dei MIEI amici, seppure in maniera così grossolana che il mio in confronto pare una cifra profescional (sottolineo fieramente che è stato fatto dai MIEI amici, perché parliamoci chiaro: se ci dovessimo lasciare rimarrebbero MIEI, non si metterebbero dalla sua parte. Ehm.).
Nella foto sotto, al centro, mia nonna. L'elegònza e la sobrietà nel portamento di questa donna sono impareggiabili...
... e per fortuna ce li ho anch'io. Questione di DNA.
martedì 6 novembre 2012
martedì 18 settembre 2012
Un anello per domarli tutti
Eh, insomma. "Ti sei sposata, eh? Com'è la vita da sposata? Uguale a prima, eh?! E sì, ché tu già convivevi!" Uguale a prima. Eh, insomma. Mica tanto. Prima di tutto ora indosso un anello, una fede, che già mi sta stretta, anzi mi fa proprio andare in cancrena il dito durante la notte. Che a stento riesco a togliere quando mi sveglio solo per farlo - tanto il dolore! - e che mai, mai mi entra al mattino. Io pensavo che queste cose capitassero dopo dieci, venti anni di matrimonio. La pensavo così perché mio padre la fede non l'ha mai indossata. Cioè, non negli ultimi 28 anni. Ché poi non è che siano sposati da molto di più, anzi solo da un anno in più. Ops. Vabbè, prendiamo l'esempio di mia madre: praticamente è parte del suo corpo. Un tempo pensavo fosse perché simbolo a cui era affezionata. Poi una volta mi ha detto che in pratica non le esce più. Mi chiedo da chi io abbia ripreso il fatto di tenere così tanto al simbolo dell'anello. Da quello di fidanzamento a quello di nozze. Oddio, in verità non ci tengo così tanto. Non come credevo. Non porto più nulla. Niente. Non me ne frega più nulla. Non so esattamente quando sia successo, né perché. Nel senso: non ho fatto nulla per arrivare a questo distacco. Però ora che involontariamente l'ho elaborato, lo riguardo e penso: ma che cazzo di problema abbiamo noi esseri umani? Perché Cristo diamo valore sentimentale a cose? Sì, vabbè, in realtà è una cosa, questa dell'attaccarci a simboli, che ci viene tramandata, ma mica tanto. Guardate i bambini: E' MIO è la prima cosa che imparano. Dopo "Mamma dammi/prendi/portami" e così via.
Insomma, alla domanda "Com'è essere sposati?" Almeno prima rispondevo "Come prima, ma con una fede al dito." E mò? Ché poi... "prima"... sono sposata da due mesi, ho portato la fede per le prime due settimane... in pratica l'avrò detto in tutto duetrè volte. Vabbè, me la vendo. Con quello che vale l'oro oggi! Per non parlare del diamantino (pezzente!).
Ma quindi: com'è essere sposati? E com'è... è come prima. E allora perché vi siete sposati? Beh, perché a livello legale è tutto diverso, hai più diritti... E poi anche come valore, come consacrazione della coppia e del volere rendere solenne il proprio amore... e... e... ah, sì! Perché così nonna non rompe più le palle (pure se mò ha attaccato con "quando lo fai un figlio?"E poi ci sarà "quando ne fai un altro?" "quando me li fanno i nipoti i tuoi figli?" mia nonna è immortale. Cioè, a volte mi chiedo se parlo con lei o col suo spirito.). E poi... ah, perché.... no, quello l'ho detto... vabbè il valore legale è pure perché se arrivano figli sono più tutelati... uhm... vabbè: perché abbiamo ("abbiamo" un par de palle) organizzato un matrimonio fighissimo e ci siamo divertiti di brutto!
Sposatevi, perché il nuovo sballo per trentenni annoiati dai soliti sabato sera sono i festoni di nozze.
Non ci sono altri evidenti, validi e oggettivi motivi nel 2012!
Insomma, alla domanda "Com'è essere sposati?" Almeno prima rispondevo "Come prima, ma con una fede al dito." E mò? Ché poi... "prima"... sono sposata da due mesi, ho portato la fede per le prime due settimane... in pratica l'avrò detto in tutto duetrè volte. Vabbè, me la vendo. Con quello che vale l'oro oggi! Per non parlare del diamantino (pezzente!).
Ma quindi: com'è essere sposati? E com'è... è come prima. E allora perché vi siete sposati? Beh, perché a livello legale è tutto diverso, hai più diritti... E poi anche come valore, come consacrazione della coppia e del volere rendere solenne il proprio amore... e... e... ah, sì! Perché così nonna non rompe più le palle (pure se mò ha attaccato con "quando lo fai un figlio?"E poi ci sarà "quando ne fai un altro?" "quando me li fanno i nipoti i tuoi figli?" mia nonna è immortale. Cioè, a volte mi chiedo se parlo con lei o col suo spirito.). E poi... ah, perché.... no, quello l'ho detto... vabbè il valore legale è pure perché se arrivano figli sono più tutelati... uhm... vabbè: perché abbiamo ("abbiamo" un par de palle) organizzato un matrimonio fighissimo e ci siamo divertiti di brutto!
Sposatevi, perché il nuovo sballo per trentenni annoiati dai soliti sabato sera sono i festoni di nozze.
Non ci sono altri evidenti, validi e oggettivi motivi nel 2012!
mercoledì 11 luglio 2012
Ho visto la vita passarmi davanti
Era tanto che non passavo di qui. E pensare che tutto quello che sto per vivere ha avuto inizio qua. Proprio qui, qui!, sul mio blog. E io non l'ho nemmeno più degnato di un post in tanto tempo... Eh, ma ormai, data la mia vita da convivente ci ho poco di cui parlare; infatti, vivo una vita piena d'amore. D'amore e di cose da lavare, stendere, stirare, cucinare, pulire e mettere apposto. Ah, poi ho il mio lavoro. Lui? Sì, sì, non me fate le femministe, subito! Lui mi aiuta sempre, quando c'è. Quando c'è? Questo è un altro "paro de maniche".
Oh, comunque io sabato 21 luglio mi sposo. Ché mi pare che ormai la cosa sia più o meno chiara, eppure, nonostante i vari social su cui racconto gli affari miei, di tanto in tanto mi sento ancora chiedere: TI SPOOOOSIIIIII?! Mò, non è che pretenda di essere al centro delle vostre notizie nella home (ma anche sì, volendo), però allora cancellatemi se in un anno, e dopo mille foto, stati e link ancora non l'avete capito, no?
Vabbé, vabbé, non sono qui per fare polemica. Io? Figuratevi, serena e placata come sono...
Insomma, mi sposo. Ché c'è qualcuno che più di me ancora non se ne capacita: mio padre. "Aho, stai a strigne il culo, eh? Macchitoofaffà, dico io..." Ah, il mio affettuoso, comprensivo, presente e sostenitore papino. Anche uomo di una classe et elegònza d'altri tempi. "Oh, non fa' che non ce sta il karaoke, eh. Che noi dovemo cantà. Lo sai che è tradizione." Ché poi, lascia perde che il matrimonio è il mio, no?!
Sta di fatto che quando ci passerete (e per la prima volta posso dirlo prima io rispetto a molte amiche) vi vedrete passare la vita davanti. Beh, quando c'è tempo. Quando non avete la mente presa da qualche cristo perché la sarta, il catering, e il cazzocheselifrega, non ha fatto qualche cosa di totalmente diverso da quanto richiesto. Oppure non decidano di SPARIRE a pochi giorni dalle nozze. Ecco, in quei pochi attimi di serenità di presa bene, di gioia, tutto viene rovinato da ricordi di "gioventù" (perché so' ancora un sacco giovane!) ormai persa. Un po' accompagnati da una lacrimuccia, per qualcosa che è stata e ormai non sarà più. Un po', però, con un grande senso di gratitudine, perché ho avuto la fortuna di viverli e di avere alcune persone di quegli anni ancora attorno. Mica roba da tutti!
E poi vabbè, c'è un altro aspetto ancor meno piacevole: quello degli ex. Oh, te li rivedi passare davanti tutti! E, ad uno ad uno, ti chiedi: MA A CHE CAZZO PENSAVO? Ce ne fosse uno che salvi, ma non perché oggi ami un altro, no! Proprio per distacco emotivo, che con razionalità ti fa vedere quel che altri ti dicevano con "sottilissime"critiche sul soggetto in questione, ma tu non vedevi, sentivi, capivi... Occhio non vede...(culo non rode, altro che cuore).
Ché poi ti chiedi: lo penserò anche di lui? Del mio attuale? Cazzo, e con questo ci sto pure mettendo una firma grossa come una cambiale, sotto forma di quel che una volta erano i "pagherò". Sì, pagherò col sangue! Già me lo sento mio padre "T'AVEVO DETTO! T'HO PURE DATO I SORDI!"
Però, il mio, il mio di oggi, oh, da non credere, nessuno che me lo smonti. E ne dico di ogni su di lui. Niente! "Ma quanto ti ama! Ma quanto è carino! Ma quanto è dolce! Madò, ma lo vedi quanto ti ama? Ti ama proprio! Ma quanto è paziente? E' proprio paziente. E poi ti ama. Si vede proprio che ti ama." Capito? Mi ama! Roba da matti! Uno che stai per sposare ti ama! Una cosa da non credere, eh?! Ha dell'assurdo!
Mi ama, e io me lo sposo. Sabato, 21 luglio, alle 10,00.
Oh, comunque io sabato 21 luglio mi sposo. Ché mi pare che ormai la cosa sia più o meno chiara, eppure, nonostante i vari social su cui racconto gli affari miei, di tanto in tanto mi sento ancora chiedere: TI SPOOOOSIIIIII?! Mò, non è che pretenda di essere al centro delle vostre notizie nella home (ma anche sì, volendo), però allora cancellatemi se in un anno, e dopo mille foto, stati e link ancora non l'avete capito, no?
Vabbé, vabbé, non sono qui per fare polemica. Io? Figuratevi, serena e placata come sono...
Insomma, mi sposo. Ché c'è qualcuno che più di me ancora non se ne capacita: mio padre. "Aho, stai a strigne il culo, eh? Macchitoofaffà, dico io..." Ah, il mio affettuoso, comprensivo, presente e sostenitore papino. Anche uomo di una classe et elegònza d'altri tempi. "Oh, non fa' che non ce sta il karaoke, eh. Che noi dovemo cantà. Lo sai che è tradizione." Ché poi, lascia perde che il matrimonio è il mio, no?!
Sta di fatto che quando ci passerete (e per la prima volta posso dirlo prima io rispetto a molte amiche) vi vedrete passare la vita davanti. Beh, quando c'è tempo. Quando non avete la mente presa da qualche cristo perché la sarta, il catering, e il cazzocheselifrega, non ha fatto qualche cosa di totalmente diverso da quanto richiesto. Oppure non decidano di SPARIRE a pochi giorni dalle nozze. Ecco, in quei pochi attimi di serenità di presa bene, di gioia, tutto viene rovinato da ricordi di "gioventù" (perché so' ancora un sacco giovane!) ormai persa. Un po' accompagnati da una lacrimuccia, per qualcosa che è stata e ormai non sarà più. Un po', però, con un grande senso di gratitudine, perché ho avuto la fortuna di viverli e di avere alcune persone di quegli anni ancora attorno. Mica roba da tutti!
E poi vabbè, c'è un altro aspetto ancor meno piacevole: quello degli ex. Oh, te li rivedi passare davanti tutti! E, ad uno ad uno, ti chiedi: MA A CHE CAZZO PENSAVO? Ce ne fosse uno che salvi, ma non perché oggi ami un altro, no! Proprio per distacco emotivo, che con razionalità ti fa vedere quel che altri ti dicevano con "sottilissime"critiche sul soggetto in questione, ma tu non vedevi, sentivi, capivi... Occhio non vede...(culo non rode, altro che cuore).
Ché poi ti chiedi: lo penserò anche di lui? Del mio attuale? Cazzo, e con questo ci sto pure mettendo una firma grossa come una cambiale, sotto forma di quel che una volta erano i "pagherò". Sì, pagherò col sangue! Già me lo sento mio padre "T'AVEVO DETTO! T'HO PURE DATO I SORDI!"
Però, il mio, il mio di oggi, oh, da non credere, nessuno che me lo smonti. E ne dico di ogni su di lui. Niente! "Ma quanto ti ama! Ma quanto è carino! Ma quanto è dolce! Madò, ma lo vedi quanto ti ama? Ti ama proprio! Ma quanto è paziente? E' proprio paziente. E poi ti ama. Si vede proprio che ti ama." Capito? Mi ama! Roba da matti! Uno che stai per sposare ti ama! Una cosa da non credere, eh?! Ha dell'assurdo!
Mi ama, e io me lo sposo. Sabato, 21 luglio, alle 10,00.
Oh... MI SPOSO!
martedì 14 febbraio 2012
San Valentino è la festa di ogni cretino
che crede di essere amato
e invece rimane fregato.
Ah, per quanto tempo, per quanti anni ho scritto questa amara filastrocca nel giorno di San Valentino, sulla pagina della mia Smemoranda, il quattordici febbraio.
Mai festeggiato uno. Cioè, sì, sono stata insieme a uno nel periodo che attraversa San Valentino, ma lui era un cretino e io rimasi fregata.
Ma ero già grandina. Mentre per tutto il periodo del liceo, quello in cui ti regali cioccolatini, pupazzi inutili, letterine, cassette fatte con mezze registrazioni alla radio, stop-pause-rec, niente. C'è stato un periodo in cui, tanta la disperazione, andavo a regalare una rosa o un Bacio Perugina alle mie migliori amiche, o a mia sorella, quando era single.
Ma a me manco le amiche regalavano qualcosa. Io andavo avanti con l'idea "Questa è la festa dell'amore, non solo degli innamorati, in fondo!" Ah, che tristezza. Che sfigata.
E quindi l'ho odiata e basta, senza fare più niente per farmi stare meglio, per farmela prendere bene, anche da singola.
Addirittura, c'è stato un anno in cui il giorno di San Valentino, appena sveglia, un'amica mi chiama e mi dice: "Ho visto il tuo ex, ieri! Stava partendo con la sua nuova ragazza per il week-end, per festeggiare San Valentino..." Grazie, auguri anche a te. Ché io mi ricordo che mi portò a Venezia, un mese dopo quella festa dimmerda, ma giusto perché gli avevo rotto i coglioni a mille col "facciamo qualcosa, almeno per fare finta, ti prego!" E, il secondo dopo che eravamo lì, litigammo, perché si girava a guardare il culo delle altre.
E allora la odiai anche di più: se quello era ciò che mi spettava, beh, era meglio non avere mai avuto nessuno.
Però ieri, che era ancora il tredici e ormai, tanta l'abitudine, manco ci pensavo più, e se ci pensavo mi dicevo "no, mò, devi essere coerente con tutti gli anni di solitudine e tristezza che questa festa ti ha portato, è una festa idiota, è peggio del Natale, dovrebbe essere abolita, ci sono gente che si suicidano in questo giorno, e questi si scambiano effusioni, tzè!", ecco, ieri, quando era mezzanotte ed eravamo a letto, Piero ed io, e avevamo già fatto all'amore, e ci tenevamo le mani, muso contro muso, lui mi dice: "E' passata la mezzanotte, è il nostro primo San Valentino insieme, amore, auguri! E' già quasi un anno, non mi sembra vero, ti amo così tanto... Domani ti porto in un posto romantico, ti va?" E' in quel momento che pensi tiè, in culo a Venezia, al cretino, alla solitudine, ai peluche e ai fiori che ricevevano le mie compagne di classe e io mai manco la nocciolina del Bacio Perugina (con la solita abitudine di appiccicare le dediche che si trovano dentro sulle pagine del diario, come se fossero profezie, tzè, vi state confondendo coi biscotti cinesi!), ai depressi che s'ammazzano, e che mica possa pensa' a tutto io, eh, davvero, davvero! "Sì, amore, mi va da ventotto anni."
e invece rimane fregato.
Ah, per quanto tempo, per quanti anni ho scritto questa amara filastrocca nel giorno di San Valentino, sulla pagina della mia Smemoranda, il quattordici febbraio.
Mai festeggiato uno. Cioè, sì, sono stata insieme a uno nel periodo che attraversa San Valentino, ma lui era un cretino e io rimasi fregata.
Ma ero già grandina. Mentre per tutto il periodo del liceo, quello in cui ti regali cioccolatini, pupazzi inutili, letterine, cassette fatte con mezze registrazioni alla radio, stop-pause-rec, niente. C'è stato un periodo in cui, tanta la disperazione, andavo a regalare una rosa o un Bacio Perugina alle mie migliori amiche, o a mia sorella, quando era single.
Ma a me manco le amiche regalavano qualcosa. Io andavo avanti con l'idea "Questa è la festa dell'amore, non solo degli innamorati, in fondo!" Ah, che tristezza. Che sfigata.
E quindi l'ho odiata e basta, senza fare più niente per farmi stare meglio, per farmela prendere bene, anche da singola.
Addirittura, c'è stato un anno in cui il giorno di San Valentino, appena sveglia, un'amica mi chiama e mi dice: "Ho visto il tuo ex, ieri! Stava partendo con la sua nuova ragazza per il week-end, per festeggiare San Valentino..." Grazie, auguri anche a te. Ché io mi ricordo che mi portò a Venezia, un mese dopo quella festa dimmerda, ma giusto perché gli avevo rotto i coglioni a mille col "facciamo qualcosa, almeno per fare finta, ti prego!" E, il secondo dopo che eravamo lì, litigammo, perché si girava a guardare il culo delle altre.
E allora la odiai anche di più: se quello era ciò che mi spettava, beh, era meglio non avere mai avuto nessuno.
Però ieri, che era ancora il tredici e ormai, tanta l'abitudine, manco ci pensavo più, e se ci pensavo mi dicevo "no, mò, devi essere coerente con tutti gli anni di solitudine e tristezza che questa festa ti ha portato, è una festa idiota, è peggio del Natale, dovrebbe essere abolita, ci sono gente che si suicidano in questo giorno, e questi si scambiano effusioni, tzè!", ecco, ieri, quando era mezzanotte ed eravamo a letto, Piero ed io, e avevamo già fatto all'amore, e ci tenevamo le mani, muso contro muso, lui mi dice: "E' passata la mezzanotte, è il nostro primo San Valentino insieme, amore, auguri! E' già quasi un anno, non mi sembra vero, ti amo così tanto... Domani ti porto in un posto romantico, ti va?" E' in quel momento che pensi tiè, in culo a Venezia, al cretino, alla solitudine, ai peluche e ai fiori che ricevevano le mie compagne di classe e io mai manco la nocciolina del Bacio Perugina (con la solita abitudine di appiccicare le dediche che si trovano dentro sulle pagine del diario, come se fossero profezie, tzè, vi state confondendo coi biscotti cinesi!), ai depressi che s'ammazzano, e che mica possa pensa' a tutto io, eh, davvero, davvero! "Sì, amore, mi va da ventotto anni."
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