... e per fortuna ce li ho anch'io. Questione di DNA.

giovedì 24 novembre 2011

Quando qualcosa è brutto, ma non sapete come dirlo.

Vi svelerò un escamotage, un piccolo espediente per uscire da una domanda imbarazzante, da un pasticcio che potrebbe farvi cadere in un'offesa, e magari è proprio l'ultima cosa che avreste voluto in quel momento.
Sì, perché fa fatica, a volte, esporre il proprio giudizio estetico, quando questo è legato ad un rapporto d'affetto con la persona in questione.
Allora, la parola che vi tirerà fuori dalla merda è: CARATTERIZZANTE.
Esatto! Caratterizzante! Va bene per qualsiasi cosa, sapete? Cioè, addirittura diventa un complimento! Perché così dite che non solo l'oggetto in questione non è affatto brutto, ma è anche distintivo, rispetto alla canonica e banale normalità e perfezione. Vojo di': è pieno di gente con caratteristiche fisionomiche banali, che va dal chirurgo per rendersi caratterizzante.
Vi faccio un esempio:
prendiamo una persona strabica, che chiede al proprio compagno "Ti piacciono i miei occhi?" Ora, cerchiamo di essere oggettivi: gli occhi strabici fanno abbastanza cagare, non c'è null'altro da aggiungere. E di sicuro la persona in questione non è stata scelta per il suo sguardo penetrante. Ma può il tuo compagno dirti "No, so' solo storti?" No. E allora cosa si può dire? Qualcosa che non sia offensivo, ma che sia anche la realtà? Caratterizzanti. "Beh, sono caratterizzanti. Io li trovo caratterizzanti, ecco." Ora, se la strabica in questione non è del tutto scema ci arriva da sola, e l'unico risultato possibile è che si senta non offesa, perché lo sa che ha gli occhi che si mandano a fanculo da soli, ma solo presa in giro.
No, non ho gli occhi strabici. Ma ho un naso caratterizzante. No, non vuol dire che sia grande o brutto, no. Ma che mi distingue! Capito? Una genialata! E io che da adolescente mi guardavo e piangevo... Ah, che scema! Sarebbe bastato così poco!!! Sarebbe bastato che mia madre fosse venuta lì a dirmi:"No, amore, è caratterizzante..." E io sarei uscita da ogni complesso. La mia altezza? Caratterizzante! I miei piedoni? Caratterizzanti! Le mie manone? Ca-ra-tte-ri-zzan-ti. E le mie tette piccole? Timide, ma che comunque hanno carattere nel loro essere sempre in disparte.
Ah, la mamma. La mamma e il papà...
E' colpa loro. Che nemmeno hanno altezze o nasi caratterizzanti, e hanno fatto una figlia, l'altra, con un'altezza e un naso banali (altro termine che aiuta chi non ha tratti banali, ossia perfetti o nella norma). Poi dice che uno scappa di casa presto.
Mi sento tanto Vitangelo Moscarda, in "Uno, nessuno, centomila". E ho pure ventotto anni come lui.

“Mia moglie sorrise e disse:
‐ Credevo ti guardassi da che parte ti pende.
Mi voltai coma un cane a cui qualcuno avesse pestato la coda:
‐ Mi pende? A me? Il naso?
E mia moglie, placidamente:
‐ Ma sì, caro. Guardatelo bene: ti pende verso destra.
Avevo ventotto anni e sempre fin allora ritenuto il mio naso, se non proprio bello,
almeno molto decente. La scoperta improvvisa e inattesa di quel difetto perciò mi
stizzì come un immeritato castigo.
[…]
E io non lo sapevo e, non sapendolo, credevo d’esser per tutti un Moscarda col naso
dritto, mentr’ero invece per tutti un Moscarda col naso storto.
Mi si fissò il pensiero che io non ero per gli altri quello che finora, dentro di me,
m’ero figurato d’essere.
[…]
Non potevo, vivendo, rappresentarmi a me stesso negli atti della mia vita;
vedermi come gli altri mi vedevano; pormi davanti il mio corpo e vederlo vivere come
quello d’un altro. Quando mi ponevo davanti a uno specchio, avveniva come un
arresto in me; ogni spontaneità era finita, ogni mio gesto appariva a me stesso fittizio o
rifatto…”


Ma almeno io già ce lo sapevo da illo tempore.
Allora sono risalita ai nonni, e infatti eccolo lì il naso caratterizzante di mio nonno Giorgio, quello materno. Dico, non poteva caratterizzare i figli? No, i figli li ha resi banali con degli occhi chiari.
Ma ce ne ho anche per la famiglia paterna, quella con l'altezza caratterizzante. Tutti nipoti caratterizanti hanno fatto. Il punto è che io sono l'unica femmina caratterizzante (potete usare questo termine esattamente come i puffi usano "puffare"), perché per i maschi l'altezza li rende banali (vedi parentesi precedente), anonimi, normali, che schifo, direi quasi.
E non parliamo del naso caratterizzante per un uomo, che è un po' come per le manone e i piedoni: "chi di naso abbonda, di cazzo affonda!" dicevano i latini. Lo so, non sapete il latino, vuol dire che chi ha il naso abbondante ha, di conseguenza, un pene in proporzione. In pratica se fossi nata maschio, tra mani piedi e naso avrei una minchia della madonna!
Vi racconterò un piccolo aneddoto: giorni fa, ero al supermercato, al reparto della macelleria. La commessa stava servendo una signora e dopo di lei c'ero solo io. Era uno di quei giorni in cui mi sentivo bene, indossavo jeans superaderenti, un maglione che cade su una sola spalla, ero truccata bene, insomma, non era un giorno da classico pre-durante-post mestruo. La commessa mi chiede se avessi il numeretto, ma visto che eravamo in due non m'è venuto in mente di prenderlo. "Vabbè, non ti dico niente, solo perché sei alta!" Dando ad intendere che l'avrei potuta malamente picchiare.
Ora, se c'è una cosa che mi fa incazzare è chi lega la mia altezza ad un sport come la pallavolo, o ad una forza bruta! La suddetta, per altro, era alta 1,65 più e larga altrettanto, dico? Ma proprio TU me vieni a fa' una battuta del genere? Ti meriti tutti i "cicciona" che ti hanno detto dall'età di cinque anni. Cicciona.
Vabbè, vado a consolarmi tra i banali "c'è chi sta messo peggio!" "ma tu sei intelligente, sei simpatica!"
"la bellezza prima o poi svanisce con l'avanzare dell'età!"

VI ODIO, VI ODIO TUTTI!!!

Nasoni di Roma, da oggi anche detti "fontanelle caratterizzanti".


Ma vi regalo questo pezzo, per dimostrarvi quanto ne sappia di musica.

giovedì 3 novembre 2011

E' nato!

...un piccolo spazio per noi, P. e me, nel web. Non ci crederete, ma è stata una sua idea! Poi io l'ho resa più bella. Lo stile è provenzale, esattamente come la nostra casa. Beh, se avete letto il post precedente, esattamente come sto cercando di arredare la nostra casa... Vabbè, poi se avanza spazio gli lascio pure un posticino per metterci quello che vuole (nel blog, mica in casa, è già tanto che abbia ancora un piano su cui poggiare l'x-box), ammesso che mi piaccia, chiaro. Non sono nazista, solo che voglio che le cose siano fatte a modo mio, perché è il modo più giusto e io ci ho un certo gusto, classe, elegònza... ma che parlo affà co' voi cafoni?! Dovrei mettermi a dare lezioni, roba che "mi ci chiamano per i paesi" (e qui purtroppo solo i romani potranno capire).

Questo è il link. Saremo tanto pucciosi, proprio da farvi cadere le palle e venire lo sbocco. O il diabete, fate voi.

http://perfettamenteimperfetti.blogspot.com/