... e per fortuna ce li ho anch'io. Questione di DNA.

martedì 25 ottobre 2011

La legge d'attrazione.

PREFAZIONE:
Avete mai sentito parlare de "La legge d'attrazione"? Non quella tra due persone, porchi, ma quella su cui hanno fatto anche diversi libri e, addirittura, anche un mezzo film-documentario. Se non ne avete mai sentito parlare, vi lascio qui un link per approfondire la questione; ma se non ci hai voglia di leggere un pippone inverosimile, su assurdità inaudite, potresti vedere questo, che rimane sempre assurdo, ma ti assicuro che ti regala anche due rilassanti risate.
Ma, se non ci hai proprio voglia di fare un cazzo (e sfondi una porta aperta), te lo spiego io: hai presente la banale credenza per cui quando dici una cosa, tipo "Oggi non ci ho il biglietto, vabbè te para che il controllore passa proprio oggi? Non ce sta mai!" E il controllore passa proprio quel giorno, e tu pensi "Ammazza che sfiga, aho." Ecco. Quella, la sfiga, la iella, la sfortuna. Quella che "m'haa so' proprio tirata, cazzo!" Appunto, il concetto dell' essersela tirata, racchiude, in sostanza, il pippone della legge d'attrazione. Certo, funziona anche in positivo, e, nel nel parlar comune, o meglio, nel parlar comune romano è il "me la so' sentita calla", ossia quando ti senti talmente fortunato e positivo da osare, e vincere, per esempio, alla lotteria, solo perché quel giorno eri sicuro di riuscirci. L'altresì noto culo.
FINE PREFAZIONE

Così, in casa ci sono molte cose che non tollero e che vorrei sparissero. Alcune, infatti, hanno fatto una finaccia, come le oRiBBili tende che aveva messo quella, la sua ex, il cui gusto non è opinabile, o seggettivo, ma solo kitch. "Kitch" dovrebbe essere il suo soprannome. Perché vi giuro che non lo dico solo perché è la ex del mio ragazzo, no. Sì, certo, mi pare chiaro che la detesti a priori, ma cercando di essere il meno di parte possibile, vi assicuro che avere a che fare con quello che lei ha ritenuto opportuno mettere in questa casa, è da incubo. Se meriterebbe d'esse denunciata per atti osceni. Cosa c'entra lei con la prefazione? Nulla, ma offendere il suo cattivo gusto fa sempre bene.
In verità, però, qualche cosa c'entra. Or bene, in questa casa vi è una scala, una scala che un tempo era solo a chiocciola e che ora è una scala veneziana. Che cos'è una scala veneziana? E' una scala che viene usata quando sia ha poco spazio, composta da un semi-gradino, una volta per il piede destro, l'altra per il sinistro. Quindi, in questa casa, vale il detto che se scendi col piede sbagliato, di sicuro sarà una giornata di merda.
Suddetta scala è stata fatta da un fabbro, zio di quella. Tra noi, me e la scala, a maggior ragione non c'è mai stato amore, sia perché sapevo chi fosse l'artefice (e si sa, delle ex odi tutti, parenti compresi), sia perché sapevo di chi fosse stata la geniale idea... Ci guardavamo sempre in cagnesco, io e la scala, e aveva già provato a farmi cadere duetré volte, ma avevo resistito, aggrappandomi allo scorrimano, sempre per il famoso rotto della cuffia.
sì, quelle sono le mie nuove ciaVatte antiscivolo.
Eppure, pochi giorni prima, io la guardai come mai prima, con la profonda e reale consapevolezza che, prima o poi, mi avrebbe avuta.


La legge di attrazione dice che se pensi troppo ad una cosa, questa, arriva. Quella mattina il mio terrore della scala, misto a quello per gli ospedali, si concretizzarono in un corpo solo.
Mezza rincoglionita e ancora assonnata, mi alzo dal letto, acchiappo gatta e iPhone e mi appresto a scendere. Non so bene come, in che modo, a che altezza della scala, sta di fatto che caddi, violentemente, fino all'ultimo gradino. Dopo un attimo di silenzio, ho iniziato ad urlare, con ancora in mano, integri, iPhone e gatta. Gatta che, per altro, mi guardava attonita tipo"Ma che cazzo fai?"
E via al pronto soccorso, ancora una volta.
Arrivati in accettazione, assieme alla mamma di P, Tina, mi presento, nome e cognome, e "Cosa le è capitato?" "Sono caduta dalle scale e " "Mh..." "Dicevo, sono caduta e mi sono fatta male ovunque." "Mh, mh... Le do un bicchiere, così, appena le scappa, ci fa la pipì e facciamo l'esame delle urine, ok?" "... no. Perché?" "Dobbiamo controllare che non ci siano lesioni ai reni." "Ellapeppa!"
Ora, io dovrei attrezzarmi di maglia con su scritto "ATTENZIONE A QUELLO CHE DICI, SONO IPOCONDRIACA".Ma fingendo nonchalance, tutta storta e indolensita, mi appresto ad andare al bagno, chiudo la porta, vado verso lo specchio, poggio le mani sul lavandino, bestemmio perché ho poggiato le mani sul lavandino e la cosa in un ospedale è quanto mai sbagliata, mi lavo le mani cantando "Tanti auguri a te", mi guardo allo specchio e "Dài, Sà, sei solo caduta dalle scale. Non ci hai un cazzo, fa' la persona adulta, cristìddio!"

[continua...]

lunedì 24 ottobre 2011

Quel pensiero fisso.

Sarà successo a tutte. Beh, almeno una volta sì.
Sarà successo a tutte di passare un'intera sera con quel pensiero fisso, che ti blocca il cervello. Perché magari in quel momento sei a cena fuori, o comunque non sei a casa, è giorno e sei a lavoro... Ché tu vorresti dire "Ehi! Ora no, ci penso dopo." Ma niente, daresti qualsiasi cosa per fermare il tempo in quell'istante e occuparti di quel pensiero. Ovviamente, succede sempre nei momenti meno opportuni, di solito mentre sei in macchina, il più delle volte mentre parli con qualcuno, il che è il caso più terribile, perché qualsiasi cosa, questo qualcuno, stia dicendo, tu non riuscirai, nemmeno volendolo davvero, ad ascoltare una sola parola. Ci provi, resisti, continui a rimanere in ipnosi, passando e ripassando il dito su quello stesso punto... Alla fine cedi e..."Mi scusi un secondo?"Allora cerchi un bagno sperando abbia uno specchio, ma non importa, puoi fare anche senza, tanto sei esperta, ma l'importante è che tu, soprattutto, abbia la pinzetta nell'astuccetto dei trucchi.
Perché, per sbaglio, senza nessuna volontà, ti sei accarezzata il viso, così, come gesto incosapevole, e l'hai sentito. Hai senti quel singolo, corto, e spesso pelo nero, che hai già levato più volte, ma non c'è verso: lui rinasce sempre.
E allora ecco uno dei momenti più belli della tua giornata, quello in cui dopo, dopo provi una sensazione che... non lo so, è ancora più liberatoria di quando fai la cacca dopo due giorni di stitichezza.
Lo osservi, provi prima a schiacciarlo, perché a volte è un pelo proprio incarnito, quasi da sembrare un punto nero, ma no, non esce nulla, e allora? Cerchi le pinzette, non sai come le hai (anche se saresti stata serenamente disposta a chiederle alla prima pseudo-conoscente) le hai! Lo afferri stretto, perché sebbene tu non sia una professionista dell'estetica, sai bene lo stesso come usare lo scettro delle estetiste, e forse lo fai con molta più passione: tiri... contropelo... piano... e ti godi tutto il momento di quando verrà fuori fin dalla radice... lo estrai, lo guardi, e con estrema goduria pensi "ahpperò!" Il pensiero opprimente si è spento, come quando un tossico si fa la botta e poi si rilassa. Ed eccolo lì, il sorriso soddisfatto sul viso. Quello che solo una donna può davvero capire. Puoi tornare a quello che stavi facendo, gustandoti e rivivendo ancora per qualche attimo quel momento, tra te e te.

Ora rileggi sostituendo la parola "pelo" con "brufolo".

Ci dànno delle malate, i maschi, per questa nostra dipendenza. Io so solo che, una volta, in una gara tipica uomini contro donne, nel più banale dei giochi del dover disegnare qualcosa e farlo indovinare, a me capitò di dover rappresentare il verbo "spremere", che in un secondo mi ha fatto venire in mente il disegno più giusto possibile: un omino con un brufolo in testa, che cerca di... "SCHIACCIARE!" "QUASI!!!" "SPREMERE!" "Sì!!!" Uomini:"Ma che cazz...?!? Io avrei fatto una spremiagrumi..." Saremo pure malate, sta di fatto che vincemmo. E se vi pare poco...


HO ASSOLUTAMENTE BISOGNO DI QUEST'APP.

giovedì 20 ottobre 2011

Grazie, grazie!!!

... grazie al cazzo.

Ci avete mai fatto caso che ci sono persone che sono così sentimentalmente povere, così egomaniache, così egocentriche, che quando fanno qualcosa di normale, ma per loro extra-ordinario, voglio anche essere premiati come il cagnolino che t'ha fatto il favore di portati indietro la palla?
Che a me viene in mente il venditore della concessionaria, che si sente magnanimo perché ti ha incluso nel prezzo tutte e quattro le frecce!
Ultimamente mi sto domandando se sono io ad avere pretese troppo auliche, o se il livello medio è così basso da non potermici proprio uniformare.
Il fatto che non tutti riescano a dare nel modo e nella quantità che tu desidereresti, è abbastanza ovvio. O forse no. Mi chiedo: e se invece questo volesse dire rassegnarsi ad una vita di mancanze e compromessi?
Quanto è vero che dobbiamo scendere a compromessi? Ma poi, questi compromessi, sono con l'altra persona o con noi stessi? Credo che dal compromesso non si esca mai soddisfatti. Anzi, sono abbastanza convinta che il famoso compresso - quello di cui ti parla tua nonna, a cui devi arrivare per mandare avanti le relazioni - sia la conclusione di un piccolo fallimento. "Compromesso" è venir meno a se stessi. Perché se io rinuncio qualcosa per te, beh, gira che ti rigira, prima o puoi, quella cosa ritorna su con la stessa violenza di un vulcano, quando erutta dopo secoli di finta quietudine.
Stessa cosa se io faccio qualcosa per te. Qualcosa che non sono abituata a fare, qualcosa che non ho mai fatto in una relazione, perché non ne ho mai sentito il bisogno. "La faccio, e diventerà importante per me, perché so che è importante per te." E' una frase da tocco al cuore, ma purtroppo non funziona così. E, in fondo, non penso nemmeno che sia giusto. Non è giusto per chi la fa, quella cosa, che ci deve pensare ogni volta, che gli viene spontaneo con la stessa naturalezza con cui mio padre riesce a ballare un pezzo di salsa cubana, senza sembrare un ciocco di legna verde. E forse, non è nemmeno giusto per chi la riceve, perché la riceve sentendola come un peso, un favore, a cui deve dire "grazie", con la stessa entusiasmo con cui mio padre riesce a manifestare i suoi sentimenti.
Ecco, allora, che il compromesso diventa un gesto innaturale, che non ci appartiene, al quale comunque verremo, prima o poi, meno.
Perché io sono un rotondo, e mi sono trovata un quadrato di fianco, e chi nasce quadrato, non può morire rotondo, e no, nemmeno se mangia tanto! Oppure, come mi ha detto P., può diventare ovale, che non è proprio una forma perfetta, ma ce l'ha di sicuro messa tutta per trasformarsi nella forma più simile a quella di un rotondo.
E allora io mi sciolgo, non capisco più niente, non mi ricordo nemmeno di che stavo parlando... ah, sì, il compromesso! Sì, sì, va bene, compromettiamoci! Compromettiamoci come se non ci fosse un domani!!!

martedì 11 ottobre 2011

Io ti amo


e se non ti basta
ruberò le stelle al cielo
per farne ghirlanda
e il cielo vuoto
non si lamenterà di ciò che ha perso
che la tua bellezza sola
riempirà l'universo
Io ti amo
e se non ti basta
vuoterò il mare
e tutte le perle verrò a portare
davanti a te
e il mare non piangerà
di questo sgarbo
che onde a mille, e sirene
non hanno l'incanto
di un solo tuo sguardo
Io ti amo
e se non ti basta
solleverò i vulcani
e il loro fuoco metterò
nelle tue mani, e sarà ghiaccio
per il bruciare delle mie passioni
Io ti amo
e se non ti basta
anche le nuvole catturerò
e te le porterò domate
e su te piover dovranno
quando d'estate
per il caldo non dormi
E se non ti basta
perché il tempo si fermi
fermerò i pianeti in volo
e se non ti basta
vaffanculo



Ieri ho letto: "L'anagramma di matrimonio è "tinorimano". Non è pazzesco? E continua a non avere senso."
Un tempo (qualcosa come pochi mesi fa) mi sarei accappottata per terra dalle risate, per minuti e minuti. Oggi faccio un sorriso e penso (addirittura) ma anche no, dài.
Cristo, ma cosa mi sta succedendo? Non mi riconosco più, e un po' mi vergogno di me. Ma mica della me di ora, no, no. Della me di qualche tempo fa, che aveva smesso di credere e che non sapeva fare altro che sputare sopra ogni singolo sentimento.
Ché, a essere onesti, ancora lo faccio. Sì, perché certe abitudini sono dure a morire. E, in fondo, mi hanno fatto da scudo per tanto tempo, per tutte le volte che sono stata ferita, delusa, tradita, illusa. Me poverella.
E se proprio posso dirla tutta, l'idea di stare per sempre e sempre e sempre con la stessa persona, di non potere più prendere e partire per una città con cui sto in fissa in quel momento, andarci a vivere per un po' e perdere, come sempre, tempo e soldi... ecco, un po' mi fa mancare il fiato. Il pensiero del non avere più i brividi da "Oddio mi ha mandato un messaggio!!!" O anche: "Chiamo? No, non chiamo. E se non chiama? Cristo che palle." E adolescenziate varie, già mi mancano. L'odio misto ad invidia di quando vedo una coppietta che si bacia in macchina, mentre il semaforo è rosso, e strillo:"E' VERDE, DAI CAZZO!!!" ...beh, a dire il vero, questo lo faccio ancora.
Ma poi ce lo so che sono i tipici espedienti che si trovano quando si ha paura di crescere. Poi, lo capisco che quando P. tarda dieci minuti, io già vado al manicomio (soprattutto quando ci ho la cena sui fornelli, cristìddio). Ché quando mi chiedo "ma sono sicura, sicura che lo amo?" E mi rispondo "sì" e mi chiedo ancora "perché?" mi rispondo sempre con "aho, ammazza che palle."
Perché per quanto ci si sforzi di capire le ragioni di certi sentimenti, ti rendi conto che quando ami una persona non c'è un vero motivo. Voglio dire: di quante persone pensate che siano carine, affascinanti, piacevoli, stronze, simpatiche, blablabla, ma non ne siete innamorati? Ecco, il motivo in più è che non esiste un motivo in più da spiegare con le parole.
Perché quando mi viene chiesto "Perché ti sposi, visto che già convivi?" (ho appena anticipato il vero motivo del post. doh!) Io, non lo so perché. E mica posso sape' tutto io! Però so che quando poi lo guardo, quando poi stiamo insieme, non mi serve un perché, né una risposta, né la certezza che sarà per sempre così. E' quello che siamo ora e basta. [quest'ultima è un po' una cazzata romanzata, in quanto lo bombardo di "E se poi tra dieci anni non mi baci più come ora? E se poi ingrasso? E se poi facciamo figli e non facciamo più l'amore così?" "Beh, ma queste sono cose che è normale che succedano... no?" "AH! LO SAPEVO. Ora chiamo per annullare tutto."]

Beh, noi il primo settembre 2012 ci sposiamo, il perché (non) ve l'ho detto,

e se non vi basta...

giovedì 6 ottobre 2011

Sono una cardiopatetica.

Lo sapevo.
Tutto il mio lavoro da ipocondriaca, ieri, dopo anni, ha trovato un senso.
Pensavo di avere un banale problemino con la pillola, di quelle cose che hanno tutte: spotting senza senso, molto prima del ciclo. E, invece, ieri, una mia amica, una fortunata conoscenza fatta tramite blog, mi ha svelando un mondo, che se voi sapeste...
Ché poi "fortunata" ancora non lo so. Io pensavo di chiedere consiglio ad una donna più grande e più esperta; invece, la donna più grande, si rivela essere una ginecologa spacca culi, precisetti, che tra un termine tipo "fibrinogeno" e uno come "tempo di protrombina", mi tira fuori il mio nuovo trip: LA PROTEINA C ATTIVATA.
In pratica, se ho capito bene, se sviluppi una resistenza alla proteina C attivata, sei a rischio di trombosi, soprattutto nei casi in cui prendi la pillola e fumi. Io prendo la pillola e fumo. Eh, inutile trovare giustificazioni, fumo poco o niente, ma ho fumato per anni e anni.
- La che scusa? -
- PROTEINA C ATTIVATA. -
- E quando l'hai attivata, Sà? -
- Non lo so, avrò sbattuto sull'interruttore, per sbaglio... -
- Cristo, Sà! -
- Adesso, ogni volta che sentirò il solito dolore al braccio sinistro, penserò che sia la volta buona. -
- Ma il dolore ce l'hai anche al destro... -
- Embè? -
- Lasciamo perde... Non vai in bici oggi? -
- No, non posso. -
- Perché? -
- Perché sforzo il cuore. -
- ... -
- Potrei fare una passeggiata, senza affaticarmi, però. -
- Sà... non sei cardiopatica. -
- Sì, rischio una protrombina. -
- ... ... -
- P. ha detto che se muoio mi fa seppellire qui. -
- A Cuneo? -
- No, intendo in giardino. -
- Beh, è comodo. Ma non ti fai cremare? -
- Scherzi?! Prima o poi diventerei scheletro, e finalmente non potrò più dire "Voglio dimagrire, mi sento grassa." -
- Fossi in te mi ammazzerei subito solo per questo... -
- Dici? -
- ... ... ... -