... e per fortuna ce li ho anch'io. Questione di DNA.

martedì 15 ottobre 2013

La vita è come una scatola di cioccolatini...

E nell'ultimo periodo a me capita sempre quella merda di cioccolatino con dentro l'arancia. Parliamoci chiaro: l'accostamento agrumi/cioccolata o agrumi/caffè fa cagare, e se invece vi piace avete un tumore al palato.
Tornando al mio periodo attuale, beh diciamo che non era esattamente così che mi aspettavo il mio primo anno di matrimonio. Ma che poi periodo... Non si fa altro che sentire "Eh... è un periodo difficile per tutti..." Mò per un motivo, mò per un altro qua sto periodo dura da qualche anno, tanto che ormai potremmo serenamente modificare il significato sui vocabolari. Anzi mò prendo nota e ci mando una mail ai miei amici dell'Accademia della Crusca.
Insomma dicevo, è un bel pezzo che le cose non vanno come devono. Ché devono poi è un parolone, ma almeno come dovrebbero. Io non voglio costringere il corso degli eventi (per quanto questo sia un tentativo che cerco di mettere in atto da più o meno quando sono nata), però pure loro ogni tanto mi ascoltassero, no? Perché nessuno mi ascolta mai? Perché mi ritrovo sempre a dire "Io l'avevo detto"? Ma non vi siete stancati di sentirmi dare un tono e puntare diti imparatori?
Il problema che 'sti diti imparatori ultimamente sono tutti puntati contro me stessa. Contro la mia incapacità di darmi retta. O meglio, di dare retta a quella parte di me che nelle relazioni ci prende dal primo secondo. Solo che mi pare, lì per lì, una me un po' bisbetica e quindi la evito, scappo! Ma quella mi gira intorno, mi assilla, ma io niente imperterrita, piuttosto consulto uno psicologo che mi assicuri che non è la voce della verità, ma delle mie paure, così io la guardo, le faccio il dito medio "Tiè, paranoica, suca! L'ha detto il dottore, questo ci ha la laurea tu che ci hai? Ah, niente!? E quindi taci."
Ve lo immaginate voi ora che palle sopportare tutti i giorni questa che mi picchia sulla spalla, nei pochi momenti in cui sono un attimo serena, e mi guarda beffarda, bofonchiando "Co' tutto che non ci ho la laurea io, TE L'AVEVO DETTO a te e al tuo pissicologo."
Ci sono giorni come questi in cui mi ricordo che avevo un blog, che ero spiritosa e ironica. Che sapevo come prendermi e farmi ridere. Che riuscivo a pensare a me stessa.
Ci sono giorni come questi in cui mi ricordo che nella vita ci sono sicuramente cose più drammatiche, eppure però, in giorni come questo mi sento incapace di reagire e acchiappo il primo cioccolatino a caso... Quando poi basterebbe stare un po' attenta alla carta per riconoscere che è sempre la stessa merda all'arancia, puntarne un altro tutto diverso e sperare in una sana botta di culo. Eppure non faccio altro che rimpinzarmi di cose che non mi piacciono, forse perché nonostante tutto, sono quelle che conosco meglio.
Che bella la psicologia spicciola, potrei serenamente tenere dei master.

P.s. La signora al centro nella foto in alto, è la mia nonnina morta un mese fa. Ancora una volta la ringrazio tanto per questo splendido scatto e per la sua faccia da cülo* da cui avrei un bel po' da imparare. Ciao nonna!

giovedì 14 febbraio 2013

Ancora un post su San Valentino.

Non sono mai stata il tipo di donna che dice che San Valentino è una cazzata pazzesca, una festa commerciale, fatta per vendere fiori e cioccolatini. Sarà che mia madre ha un negozio di fiori, e giorni come questo cambiano tanto il risultato a fine mese. Sarà che a me il discorso "E' una festa comandata, è troppo facile ricordarsi di dire "ti amo" così! Uno queste attenzioni le deve avere tutti i giorni, perché ogni giorno si può celebrare l'amore! [pausa che preannuncia un qualcosa di profondo e filosofeggiante] PERCHE' OGNI GIORNO E' SAN VALENTINO!" E certo! Avete compagni-fidanzati-mariti che ogni giorno vi dicono "ti amo"? Che ogni giorno vi ricordano quanto siete belle e speciali, che ogni giorno vi regalano fiori, cioccolatini, e canzoni che mentre le ascoltavano alla radio, per caso, tornando da lavoro, lo hanno fatto pensare a voi, no? Vero? E' così che va ogni giorno, giusto?   

MAVVAFFANCULO, VA!
e se fosse così davvero

ARIVAFFANCULO, VA!

Ringraziate Dio che esista una festa che lo ricordi. Sarà, care mie, che la disprezzate perché ne avete avuti troppi di Valentini alla porta con Baci Perugina in una mano e una rosa dall'altra. Io ho 29 anni e pur avendo avuto due relazioni (tra cui quella attuale) che attraversavano il giorno di San Valentino, non c'è stato verso di ricevere una rosa, un cioccolatino, un bigliettino, un calcio in culo! Ah, no questo sì. Sarà, belle mie, che io ero sempre così sola e sfigata che compravo i Baci Perugina e le rose e li regalavo alle mie amiche, o al mio migliore amico, a mia sorella, o mia madre. Ché manco si prendevano la bega di fare lo stesso con me, tanto loro il Valentino lo avevano. 



E io che vorrei tanto passare un giorno (va bene pure se comandato, forzato, imposto, commerciale, chiamatelo come vi pare!) a sentirmi come in una canzone di Daniele Silvestri, tipo questa:



e invece mi ritrovo ancora più incazzata del solito, a mettere piede giù dal letto nel giorno più romantico dell'anno e a ritrovarmi a cantare, ve lo giuro, questi (in particolare al minuto 1.15):
[ \m/ ROOOOOOOOOOOCKKKKKK!!!]




AUGURI MERDE AMOREGGIANTI. VI ODIO.


lunedì 11 febbraio 2013

E la storia della donna che nasce con l'istinto materno.

Sono arrivata al principio del mio ottavo mese di gravidanza, sebbene più che ottavo mi pare almeno-almeno l'undicesimo. Che palle, non finisce più. Pensavo di avere un innata facilità nel portare un pancione per nove mesi, e invece, per quanto la consideri un'esperienza degna di essere vissuta, non è sicuramente una di quelle cose che rimpiangerò. Infatti, a meno che non ci sia la possibilità di fare rimanere incinti gli uomini, non penso proprio di volere mai più provarne un'altra. Troppe ansie, preoccupazioni, scenari di malattie assurde e complicazioni orripilanti, che spesso dipendono da te, oh cara madre, ma che tu però non puoi fare un cazzo, se non smettere di camminare, mangiare, mettere le mani in bocca, lavarti con saponi intimi speciali, ficcarti ovuli vaginali, farti mettere spesso e volentieri mani su fino all'utero per contrallrne spessore e non so che altro, sottoporti ad esami del sangue manco fossi l'ultima cavia da laboratorio rimasta al mondo, e vabbè, potrei non finire mai di elencare altre cose piacevolissime. Dove sta quella dolce sensazione di sentire una vita muoversi dentro di te? Io ancora la mattina mi alzo e mi sconcerto al pensiero di avere un essere umano nella pancia. Oddio, se lo penso troppo a fondo svengo. Un mix tra Alien e un documentario tra possibili sdoppiamenti, cloni e duplicazioni di esseri umani. E in tutto ciò però, se non lo senti muoversi di continuo rischi un attacco cardiaco dopo una mezz'ora appena di sua inattività. Che meraviglia!
Insomma mamme, secondo me, non si nasce, ci si diventa, ma ci si diventa anche parecchio tempo dopo che il pargolo sia nato.
Ché poi, se per ora questo momento magico e sacro nella vita di una donna è di difficile realizzazione, io non voglio manco immaginare il dopo.
Innanzi tutto la tua vita va a ritmo di poppate che cadono ogni tre ore, manco stessi seguendo alla lettera la dieta a zona, dove devi mangiare tot blocchi ogni tot ore per tot volte al giorno (roba da essere malati di mente anche solo ad averla pensata una cosa del genere!), tu, tu donna, non tu mamma, tu come essere individuale non esisterai più! Come sta il bimbo?, che dice il pupo? (che cazzo vuoi che dica, idiota?) cresce? tu sarai invisibile, perché orami sarai solo e soltanto una mamma. E già me le immagino la serie di persone che me lo leverà dalla braccia (fatelo e vi strappo i peli dei bracci uno per uno) senza manco chiedermelo, o che mi dirà "Sei stanca? Se vuoi te lo tengo io, così TI FAI UN PO' DI COSE IN CASA!" Ah, grazie! Col cazzo che ti sentirai mai dire "Vatti a riposare con tuo figlio, che a casa ci penso io oggi".
Il punto è che una futura mamma può farsi il corso preparto, cercare di prepararsi, ma una volta a casa sei sola. Sola. Qualcuno ha la fortuna di avere mamme e nonne, che comunque in genere vorranno più cullare il nuovo pupetto, che aiutarti con panni e piatti. Già mi viene l'odio nel pensare alle volte che dovrò sterilizzare biberon, ciucci, ma una volta come cazzo facevano? Ma comunque, se non hai nessuno, lo Stato ti lascia sola. Ci sono paesi come la Francia o la Svezia in cui per un lungo periodo dopo il parto c'è un'ostetrica che viene ad aiutarti, vede se l'allattamento va bene, perché anche questa cosa dell'allattamento... prima di tutto io devo ancora accettare l'idea che il mio corpo produrrà nutrimento per un altro essere. Mi pare davvero una roba da cannibali! Ma poi, superato questo atavico e normalissimo, nonché naturale step, c'è il fatto che fa un cristo di male allucinante! E mi chiedo come possano certe donne continuare anche dopo la nascita dei dentini... Ma stai fori! Per non parlare del fatto che se quello che per una vita è stato un "oggetto" erotico di desiderio, d'improvviso assume un aspetto castico, atto a nutrire, appunto, tuo figlio. solo che, ops!, tu continui (forse) ad avere una vita sessuale con il tuo compagno (si spera) e ci avete mai pensato alla dificilissima dualità totalemnte opposta del proprio seno, che una donna deve sapere mentalmente gestire in quel periodo? Venitemi ancora a dire che le donne quando diventano mamme perdono interesse erotico, dài! Provateci!
Non sopporto l'idea che dal momento che sei diventata una mamma è socialemnte inaccettabile che tu senta ancora il desiderio di essere una non-mamma per qualche ora, per un week-end, perché "lo sapevi quando hai deciso di fare un figlio!" Ma lo sapevo de che? Ma chi l'ha detto che io smetto di esistere? Ma perché soprattutto? Già di per sé staccarsi dal proprio bambino crea scompensi e sensi di colpa, e ancora peggio quando si pensa che si vorrebbe tanto andare a fanculo da sola, come potevi fare una volta, pensa se poi c'è qualcuno che si permette pure di farti pipponi! Guardate che oltre alla quantità di tempo passata con un bambino, c'è soprattutto un discorso di qualità, che spesso, e giustamente direi, non viaggia sulla stessa linea, proprio perché, parliamoci chiaro,passarci 24 ore su 24 è da esaurimento! Sono piccoli pucciosi mostriciattoli che ti esauriscono!
Insomma, vi prego, se incontrare una futura mamma, una neo mamma, una mamma da qualche anno, non chiedetele come sta suo figlio, ma cercate di vederla, perché nonostante in quel momento sia un contenitore di vita, o lo sia stata, contina ad avere emozioni, pensieri, sensazioni e tanti, tanti, tanti, tantissimi motivi per rispondere con un sorriso, ma pensare tra sé e sé (e manco tanto tra me e me, nel mio caso) che vi sta mandando a cagare.


mercoledì 2 gennaio 2013

Ci vuole un fegato bestiale

Stanotte non riuscivo a dormire. Non perché fossi presa da pensieri angoscianti, ma più a causa di una pasta e lenticchie che lasciava poco spazio all'ossigeno e quindi al sano riposo. Allora ho deciso che avrei potuto usare quel tempo per fare quell'annosa cosa del tirare le somme dell'anno appena passato. Partendo dal presupposto che per me l'anno nuovo inizia a settembre, esattamente come è stato per venti anni di scuola, mi sono comunque resa conto che da gennaio scorso a dicembre appena trascorso, c'è stata una valanga di eventi che - porcamadonna - mi hanno davvero fatto diventare una persona peggiore. Finalmente.
Delusioni amicali, parentali, lavorative, economiche, e anche un po' amorose (ma forse queste sono le uniche in ripresa, dopo lunghe e faticosissime liti, chiaro). Dio mio, che pesantezza. Ma parliamoci chiaro: è solo colpa dell'anno bisestile. Se c'è una cosa che posso affermare con certezza è quella di essere assolutamente atea. Tranne che per gli anni bisestili. Li ho affrontati in tutti i modi: col sorriso, incazzata, con paura, con ansia, con indifferenza, con un sacco di cose, che aiutateme a di' "un sacco", ma niente, mortaccisua se porta sfiga.
Parto con una sfavillante carriera da anoressica nel 2000, attraversando un periodo di perdizione, depressione e uso facile ed eccessivo di alcol (beh, non da alcolizzata, ma comunque un uso improprio, atto al non pensare) nel 2004, arrivando all'anno di psicoterapia per depressione post-fine-relazione nel 2008 e nel 2012? Mi dico "Toh, merda! Quest'anno non mi avrai! Io sono diventata forte e poi che altro  puoi farmi, ormai?" MAI, MAI, MAI, sfidare l'anno bisestile. Davvero, porgetegli l'altra guancia, pure se vi va uscire il sangue, perché potrebbe fare anche peggio. Ché poi oh, per carità sono riuscita a sposarmi, e pure a rimanere incinta! Ma di certo non pensavo che due eventi così attesi nella mia vita sarebbero stati così faticosi da portare avanti. Dice "Eh ma poi ci hai più soddisfazione!" Seh. Stocazzo.
Quindi, arrivo alla parte dell'augurio per questo nuovo anno:

lasciateme perde e non mi rompete il cazzo.

Campagna contro la religione ancora esistente nel 2013