... e per fortuna ce li ho anch'io. Questione di DNA.

lunedì 11 febbraio 2013

E la storia della donna che nasce con l'istinto materno.

Sono arrivata al principio del mio ottavo mese di gravidanza, sebbene più che ottavo mi pare almeno-almeno l'undicesimo. Che palle, non finisce più. Pensavo di avere un innata facilità nel portare un pancione per nove mesi, e invece, per quanto la consideri un'esperienza degna di essere vissuta, non è sicuramente una di quelle cose che rimpiangerò. Infatti, a meno che non ci sia la possibilità di fare rimanere incinti gli uomini, non penso proprio di volere mai più provarne un'altra. Troppe ansie, preoccupazioni, scenari di malattie assurde e complicazioni orripilanti, che spesso dipendono da te, oh cara madre, ma che tu però non puoi fare un cazzo, se non smettere di camminare, mangiare, mettere le mani in bocca, lavarti con saponi intimi speciali, ficcarti ovuli vaginali, farti mettere spesso e volentieri mani su fino all'utero per contrallrne spessore e non so che altro, sottoporti ad esami del sangue manco fossi l'ultima cavia da laboratorio rimasta al mondo, e vabbè, potrei non finire mai di elencare altre cose piacevolissime. Dove sta quella dolce sensazione di sentire una vita muoversi dentro di te? Io ancora la mattina mi alzo e mi sconcerto al pensiero di avere un essere umano nella pancia. Oddio, se lo penso troppo a fondo svengo. Un mix tra Alien e un documentario tra possibili sdoppiamenti, cloni e duplicazioni di esseri umani. E in tutto ciò però, se non lo senti muoversi di continuo rischi un attacco cardiaco dopo una mezz'ora appena di sua inattività. Che meraviglia!
Insomma mamme, secondo me, non si nasce, ci si diventa, ma ci si diventa anche parecchio tempo dopo che il pargolo sia nato.
Ché poi, se per ora questo momento magico e sacro nella vita di una donna è di difficile realizzazione, io non voglio manco immaginare il dopo.
Innanzi tutto la tua vita va a ritmo di poppate che cadono ogni tre ore, manco stessi seguendo alla lettera la dieta a zona, dove devi mangiare tot blocchi ogni tot ore per tot volte al giorno (roba da essere malati di mente anche solo ad averla pensata una cosa del genere!), tu, tu donna, non tu mamma, tu come essere individuale non esisterai più! Come sta il bimbo?, che dice il pupo? (che cazzo vuoi che dica, idiota?) cresce? tu sarai invisibile, perché orami sarai solo e soltanto una mamma. E già me le immagino la serie di persone che me lo leverà dalla braccia (fatelo e vi strappo i peli dei bracci uno per uno) senza manco chiedermelo, o che mi dirà "Sei stanca? Se vuoi te lo tengo io, così TI FAI UN PO' DI COSE IN CASA!" Ah, grazie! Col cazzo che ti sentirai mai dire "Vatti a riposare con tuo figlio, che a casa ci penso io oggi".
Il punto è che una futura mamma può farsi il corso preparto, cercare di prepararsi, ma una volta a casa sei sola. Sola. Qualcuno ha la fortuna di avere mamme e nonne, che comunque in genere vorranno più cullare il nuovo pupetto, che aiutarti con panni e piatti. Già mi viene l'odio nel pensare alle volte che dovrò sterilizzare biberon, ciucci, ma una volta come cazzo facevano? Ma comunque, se non hai nessuno, lo Stato ti lascia sola. Ci sono paesi come la Francia o la Svezia in cui per un lungo periodo dopo il parto c'è un'ostetrica che viene ad aiutarti, vede se l'allattamento va bene, perché anche questa cosa dell'allattamento... prima di tutto io devo ancora accettare l'idea che il mio corpo produrrà nutrimento per un altro essere. Mi pare davvero una roba da cannibali! Ma poi, superato questo atavico e normalissimo, nonché naturale step, c'è il fatto che fa un cristo di male allucinante! E mi chiedo come possano certe donne continuare anche dopo la nascita dei dentini... Ma stai fori! Per non parlare del fatto che se quello che per una vita è stato un "oggetto" erotico di desiderio, d'improvviso assume un aspetto castico, atto a nutrire, appunto, tuo figlio. solo che, ops!, tu continui (forse) ad avere una vita sessuale con il tuo compagno (si spera) e ci avete mai pensato alla dificilissima dualità totalemnte opposta del proprio seno, che una donna deve sapere mentalmente gestire in quel periodo? Venitemi ancora a dire che le donne quando diventano mamme perdono interesse erotico, dài! Provateci!
Non sopporto l'idea che dal momento che sei diventata una mamma è socialemnte inaccettabile che tu senta ancora il desiderio di essere una non-mamma per qualche ora, per un week-end, perché "lo sapevi quando hai deciso di fare un figlio!" Ma lo sapevo de che? Ma chi l'ha detto che io smetto di esistere? Ma perché soprattutto? Già di per sé staccarsi dal proprio bambino crea scompensi e sensi di colpa, e ancora peggio quando si pensa che si vorrebbe tanto andare a fanculo da sola, come potevi fare una volta, pensa se poi c'è qualcuno che si permette pure di farti pipponi! Guardate che oltre alla quantità di tempo passata con un bambino, c'è soprattutto un discorso di qualità, che spesso, e giustamente direi, non viaggia sulla stessa linea, proprio perché, parliamoci chiaro,passarci 24 ore su 24 è da esaurimento! Sono piccoli pucciosi mostriciattoli che ti esauriscono!
Insomma, vi prego, se incontrare una futura mamma, una neo mamma, una mamma da qualche anno, non chiedetele come sta suo figlio, ma cercate di vederla, perché nonostante in quel momento sia un contenitore di vita, o lo sia stata, contina ad avere emozioni, pensieri, sensazioni e tanti, tanti, tanti, tantissimi motivi per rispondere con un sorriso, ma pensare tra sé e sé (e manco tanto tra me e me, nel mio caso) che vi sta mandando a cagare.


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