C'era una volta la solidarietà femminile. O forse no.
E' mai esistita? Esiste?
Mi rendo sempre più conto, col passare degli anni, che le donne hanno una mentalità fortemente maschilista.
Prendiamo il caso più classico: il tradimento.
Il tuo ragazzo/marito, ti tradisce. Sono pronta a scommettere il 90% delle donne tradite additano in primis la colpa all'altra che ci ha provato "nonostante sapesse che è fidanzato, sta troia!" In un secondo momento, al ragazzo fedifrago, che comunque verrà perdonato. Per poi rifarlo. Per poi essere perdonato. Per poi rifarlo. Ok, la smetto.
Ricordo mia nonna, tempo fa, parlando di un conoscente di famiglia che aveva tradito la moglie mi disse:
- Eh, ma le donne sono mignotte! E quella non se lo è fatto scappare! E poi l'uomo si sa... Se una ci prova, che fa, gli dice di no?
- Eh, no?
- No, Sara. Poi ci fa una figuraccia.
- Ahh.
Vabbé, mia nonna è il caso estremo, proveniente dai primi anni del '900. Sì, ma noi quanto ci siamo evolute?
Personalmente, in caso di tradimento, considero totalmente esente da colpe "l'altra", in quanto non ho la speranza che sia lei a preoccuparsi dei miei sentimenti, ma il mio ragazzo. E' da lui che pretendo fedeltà, e rispetto.
Oggi sembra diventato assurdo avere sì tale pretesa dal proprio partner. E allora perché mai averne da una persona esterna?
Ma parliamo di amicizia fra donne. Ieri su Facebook, tra le foto di Demotivetional, ho trovato questa:
Fa male, eh?
A me ha fatto male, soprattutto perché FATALITA' proprio stasera ho scoperto, anzi ho avuto conferma del doppio gioco di una ragazza che avevo creduto un'amica. E sapete per chi sono stata tradita? Per uomini. Sì, mica per uno.
Iniziamo sin da piccole, una gran carriera che portiamo magistralmente avanti per il resto della nostra vita. Siamo gelose di mamma, che ci toglie le attenzioni di papà, il nostro primo uomo, il modello che seguiremo poi nella ricerca del nostro compagno ideale. Poi a volte ci si mette anche la nascita di una sorella, e allora lì arriviamo proprio al capolavoro dell'invidia e della gelosia.
Pensate alla vostra amica del cuore delle elementari. Nella maggior parte dei casi, si hanno vere e proprie relazioni sentimentali, si è una cosa sola, ci si veste uguali, si sta sempre insieme. A volte questo stare sempre insieme diventa quasi un controllo l'una sull'altra. Passano gli anni, si scelgono le stesse scuole. Ci si tradisce. Una delle due trova un'altra amica del cuore, e la cosa non è vissuta in maniera naturale: un normale distacco tra due persone che crescono e hanno bisogno, o comunque voglio qualcosa di diverso, no. Lo si vive come un vero e proprio tradimento, e nascono tragedie, litigi. Io ancora ricordo con profonda tristezza i tempi delle medie, e della mia migliore amica che mi ha lasciata per stare con altre, le cosiddette "fighe" della classe.
Conosco un sacco di donne che sono totalmente incapaci di avere relazioni amicali con altre donne, relazioni profonde, sincere. Sodalizi. E c'è sempre un uomo di mezzo. Ovviamente tutto ciò va a favore (tanto per cambiare) del mondo maschile.
Ma perché facciamo così? Cos'è questa tendenza che ci spinge ad odiarci?
E perché diamine gli uomini, nella maggior parte dei casi, non hanno questo atteggiamento tra loro? Una risposta al volo ce l'avrei, e la sparo: perché non si parlano. Tengo a precisare che il mio è un discorso abbastanza qualunquista, perché sto cercando di prendere in considerazione un fenomeno ricorrente e noto, non i casi singoli e unici.
Gli uomini generalmente non parlano di sentimenti, di gelosie. No, per quelli hanno le amichE. Tacciono addirittura di fronte all'interesse per una stessa ragazza. Si dichiarano estranei alle questioni di cuore, ma dediti al parlare solo di trombate ["Te la sei fatta?" Sì/No. Fine della trasmissione.]. Mi pare abbastanza chiaro, poi, che trovare luoghi di discussione, e di scontro sia difficile.
Mi viene in mente un esempio evidente di come procediamo in direzioni inversamente proporzionali.
Anni fa, una mia amica era contesa da due nostri amici. Uno dei due era particolarmente preso. La mia amica cede: dà un bacio ad entrambi. Quello più preso ci rimase davvero male, non sapeva dell'interesse dell'altro. Si parlarono, i due amici. Lei, venne messa al bando, additata come troia.
Stessa scena: un ragazzo conteso TRA LA RAGAZZA e la MIGLIORE AMICA, ma della ragazza. Venne fuori l'impiccio. La migliore amica bandita, il ragazzo perdonato.
Continuo a portare esempi, ma obiettivamente non riesco a trovare una motivazione, tranne quella che cresciamo in una società maschilista, che gira intorno all'uomo. E questo ci condiziona estremamente fin da piccine.
Io non voglio passare per una femminista, il femminismo lo considero alla stregua del maschilismo, del cristianesimo e dell'oroscopo (a cui credo ciecamente). Ma mi rendo anche conto che per uscire dalle tenebre, c'era bisogno di uno scossone estremo, quasi delirante, per poi arrivare ad una mediazione. Il problema è che siamo ancora agli estremi, non c'è traccia di mediazione tra questi due mondi.
Ciò che mi ha spinta a scrivere questo post è il desiderio di comunicare qualcosa di diverso. Vorrei che le donne, me per prima, iniziassero a smettere di farsi la guerra per gli uomini. Non è così che doveva essere. Non è così che deve andare.
Quando entri in un locale, le ragazze si squadrano, si commentano, si distruggono, come solo i gay, di solito, sanno fare.
Qui a Londra ho avuto più volte un'esperienza incredibile: le ragazze ti sorridono. E non sono lesbiche. Beh, magari non tutte. Non si guardano male, non guardano nemmeno come sono vestite. Non gliene frega un benemeritocazzo. Perché di maschi in pista ce ne sono per tutte. E voi non avete idea di quanto sia bello trovare il sorriso di una donna, che non conosci, ma che ti manda un messaggio che è diverso da quello a cui sei abituata ad incontrare da una vita: il famoso "Che cazzo te guardi?"
Credevo che a QUASI ventisette anni, certi tipi di scontri, discorsi, riguardo il nostro difficile modo di non saperci alleare, fosse passato. Sbagliavo. Purtroppo sono la prima che quando entra in un nuovo ambiente lavorativo, prega dio affinché non sia composto da sole donne, perché sa già di che morte dovrà morire: il pettegolezzo, la pugnalata alle spalle, alleanze di gruppetti composti da due, massimo tre donne, contro una. A volte è divertente, per la maggior parte delle volte mi fa dare ragione agli uomini e alla foto qui sopra.
Ma si può fare di meglio. Iniziamo con piccoli passi. Iniziamo a sorridere senza motivo alla prima donna che incontriamo, iniziamo a non giudicare come è vestita. Vi giuro, non vi porterà via nessun uomo.
Nessun uomo che non voglia davvero essere vostro. Altrimenti vi tradirà, magari con la donna a cui avrete sorriso. 'Sta troia.
Io ed il mio amico siamo meglio di voi
Nel mondo intero siamo in guerra tra noi
E col mio amico ho fatto cose che voi
[...] niente, non capirete mai.
Siamo crudeli e curiosi di voi,
Tempo sadico, paura non fai.
Abbiamo poco ma quel poco per noi
E' abbastanza, non ci avrete mai.
Amico mio
Dov'è che sei
Han vinto loro
o siamo noi
Amico mio
Ci han fatto a pezzi
brandelli che si sono persi
Io ed il mio amico non ci vediamo più
Adesso vivo in un'altra cità
Lui si è scordato della felicità
Gettando al vento ogni sua primavera
Un mutuo su una casa in periferia
Una bambina nata tre anni fa
Sua moglie si è scopata mezza città
Mentre lui va a calcetto con la sua smart
Amico mio
ricordi che
Si era fratelli
Io e te

Arguto, lucido, spietatamente vero.
RispondiEliminaE non lasci nulla al caso, all'idea che la fratellanza tra uomini derivi dal fatto che tra noi maschi non ci si parli di cose affettive non avevo mai pensato, ma tutto sommato è un'affermazione di difficile smentita.
Un amico una volta mi disse: "avere troppe amicizia in ambito femminile non porta a nulla di buono, si faranno la guerra a vicenda, prima o poi". estremo, ma ho trovato conferma in quello che dici.
Purtroppo il maschilismo che vi portate dietro senza rendervene conto, (ahimè) è colpa nostra. poi hai voglia a voler la parità se qualcosa è radicato profondamente, soprattutto nei paesi latini, occorre la presa di coscienza collettiva che, per ora, avete a livello singolo, come nel tuo caso.
che meraviglia! ho trovato qualcuno che la pensa come me! sono capitata su questo blog per caso...complimenti, sei brillante e ironica, mai banale.
RispondiEliminaora però basta, perchè sono donna anch'io.
:)
Laura
ciao Laura! ho letto il tuo commento solo oggi! Grazie mille! Davvero di cuore, anche se sei donna. :)
RispondiEliminaCiao ^_^'
ma dare la colpa ai maschi del maschilismo femminile non è già questo maschilismo (e anche presunzione)?..ahahahah...
RispondiEliminale costruzioni sociali sono difficili da combattere con la volontà (a voler essere ottimisti)...