Così mi cantava nonna.
Caro diario, è tanto che non ti scrivo, anzi in realtà non t'ho mai scritto, perché m'è sempre sembrato assurdo dover dire "caro" ad un pezzo di carta, ma siccome ora ci siamo modernizzati, e io ti scrivo dal mio costosissimo MacBook, e lui sì che m'è caro, adesso sono pronta per avere anche io un diario segreto a cui dire "caro" con senso.
Dicevo, caro diario, io devo proprio raccontarti una cosa che ho fatto un po' di mesi fa, di cui non ho mai fatto parola con nessuno, ma, caro diario, ora che te la sto per dire capirai perché. Io sono stata sempre una ragazza con tanto giudizio, mi sono drogata con giudizio, alcolizzata con giudizio, ho fatto sesso con giudizio, insomma io e Giudizio ci amiamo una cifra proprio, e ci piace di sballarci insieme. Ma un giorno - in realtà solo per qualche ora - io e Giudizio abbiamo rotto. E lì è quasi successo il patatrac.
Caro diario, ti prego di non giudicarmi male, perché quello che ti sto per dire ti farà cambiare totalmente l'idea che avevi di me. In realtà poi questa sarà la prima idea che avrai di me. Ma in fondo è meglio: ti deludo da subito, così ci siamo tolti il pensiero.
Ero a Londra, ero a Londra da poco, ero innamoratissima! Ah, com'ero incredibilmente innamorata! Nemmeno io me ne capacitavo! E non mi volevo fidare all'inizio, né lasciarmi andare, ma ero come una bambinetta, e ai bambini non si può dire di non provare qualcosa, ché tanto poi la prima cosa che fanno appena sono soli sarà volerla provare. E così ho fatto io. Un giorno, uno dei primi giorni a Londra, insomma io ero lì innamorata e guardavo dalla finestra, e mi ascoltavo questa
perché mi pareva proprio che i giorni di cane fossero finiti: ero in una nuova città, una città importante, bella, dove, a sentir dire, qualsiasi cosa tu voglia fare o essere a Londra puoi, ero assieme ad un ragazzo che mi piaceva un sacchissimo, cosa che non mi capitava da bohhhh!? Ma forse non m'era mai nemmeno capitato, caro diario!
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Ma mia nonna dice sempre "è passato l'angelo e ha detto amen", quando racconta di qualcosa che le è andato bene e poi, proprio l'attimo dopo che se l'era detto, non è andato più tanto bene.
E quel giorno, proprio quel giorno, ho visto la mia prima pioggia londinese. Era giugno, e faceva un cazzo di freddo di merda, caro diario. Ma non importa, d'altra parte si sa, tutti lo sanno, che a Londra il tempo è quel che è. Ma vivice, caro diario, e poi me dici che or'è! Eh, sì, lo so che per te 'st'ultima frase non ci ha senso, perché tu col tuo italiano da T9 sei limitato, ma per me che so' romana sì. Insomma, era giugno, faceva freddo, pioveva, e io venivo a sapere dal mio ragazzo che in realtà, tecnicamente, lui non era il mio ragazzo, perché era fidanzato da un sacco di anni. Solo che ci aveva la crisi quando mi ha conosciuta e allora, sai, carpediem, no? Quindi, carodiario, io impazzisco! Perché cristoddio, lui lo sapeva, lo sapeva quanto non volessi fidarmi, era a lui che raccontavo di quanto fossi sfigata con gli uomini, che mi capitavano sempre fidanzati e semilasciati, e quanto di 'sta cosa mi fossi profondamente rotta le palle.
Così sono uscita di casa, non sapevo se piangere, se fare spallucce, non ci avevo ancora un amico (anche se in compenso avevo il crackomane sotto casa, da cui non sono mai stata, perché te l'ho detto io conosco Giudizio, però l'idea che lui vivesse proprio sotto casa mia, in qualche modo, mi dava sollievo). Insomma inizio a camminare. Io vivevo a Arbour Square, sulla Commercial Road, un postaccio che non ci hai idea. Inizio a camminare e mi ritrovo a White Chapel, un postaccio che se non ci avevi idea prima, figurati mò! Cammino ancora, senza ombrello, senza giacca, una felpa addosso, ormai zuppa, e le cuffie in testa, perché a Londra non uscivo mai e poi mai senza le cuffie e l'I-pod. E quel giorno meno che mai, e Florence cantava ancora quella canzone, e io allora ho cambiato pezzo, perché "the dog days are over" un cazzo, mi dicevo, quindi ho iniziato ad ascoltare il resto dell'album, visto che quella era solo la prima canzone, e forse avrei dovuto dare un' occhiata anche al resto dei titoli. Florence, alla fine, una mano me la voleva pure dare, ma io niente. La seconda traccia era "Rabbit heart" , eheheh... Carodiario... questo è un tipico esempio di quando il Caso diventa un peso a cui, per razionalità, non vuoi credere, ma comunque, ormai, il pensiero del segno del Destino t'è entrato nel cervello. E poi camminavo ancora e ancora, non conoscevo Londra al tempo, non a piedi almeno, e non mi ero mai allontanata così tanto. Ero già arrivata alla canzone numero sei "Girl with one eye", dopo aver ascoltato I'm not calling you a liar, Howl, Kiss with a Fist. Sempre a caso, eh. Avevo intorno tutti grattacieli, e capisco quindi di essere nella City. Mi viene voglia di chiamare mamma, perché mamma, Carodiario, mamma me l'aveva detto che dovevo stare attenta, ma i bambini danno mai ascolto alla mamma, Carodiario? No e no, mai. Ma non avevo credito, allora vedo un punto Vodafone, entro. E qui, Carodiario, c'è stato l'incontro in cui per poco non ho tradito Giudizio.
Lui, il commesso, si chiama Cv, così c'era scritto sul suo cartellino. Sorrido, lui mi sorride, e inizia a servirmi. Ero seduta, non so perché per fare una banale ricarica mi dovessi anche sedere, ma fatto sta. Cv diceva un sacco di cose, col suo accento londinese, e io non capivo una parola e volevo solo sfogarmi, e sentirmi un po' coccolata, da chiunque. Cv era un bel ragazzo, un ragazzo di origini africana, no Carodiario non pensare subito anche tu alla questione delle dimensioni, ti prego. Era simpatico, e come tutti i ragazzi africani, particolarmente estroverso. Cv mi guarda e capisce che qualcosa in me non va. Allora inizia a chiedermi, a farmi aprire, e io inizio a piangere. Piangevo con uno sconosciuto in un punto Vodafone nella City. Cv mi invita a stare calma, mi dice che non si capacita di come qualsiasi uomo possa fare a me una cosa del genere, possa usarmi in un modo così meschino, tanto sono bella e dolce, secondo lui. Proprio così ha detto Cv.
Mi invita a bere una birra, non appena avesse finito il turno, giusto per aiutarmi, mi dice che lui oltre a fare il commesso è anche un counselor, e figurati a me non sembra vero, Carodiario! Corro a casa, mi doccio, mi cambio, e vaffanculo, sì, esco con il primo che capita! Proprio come nella pubblicità! E mentre tornavo verso la City, pensavo quanto nei momenti peggiori comunque fossi fortunata, e che mi piaceva l'idea di avere un nuovo possibile amico londinese nero. Era proprio il clichè, e io adoro i clichès!
Ma Cv non mi porta in un pub, ma a fare due passi lì per la City. Iniziamo a parlare, lo sforzo di farlo in inglese mi distoglie dal dolore delle mie parole e dei miei sentimenti in quel momento, tutto mi pareva così assurdo: io lì a Londra, lui fidanzato, io lì a Londra con uno sconosciuto, lui in un altro Paese fidanzato da anni, io lì a Londra con uno sconosciuto a raccontargli in inglese i cazzi miei più profondi, e lui dove cazzo era, eh!? Sento dentro una voglia di vendetta assurda, mi sarei davvero fatta 'sto Cv, giusto per dire che anche io potevo stare con un altro quando più mi sarebbe piaciuto. Ché sapevo che era un pensiero sbagliato, Carodiario, io lo sapevo eccome! Ma non ti ho già detto che i bambini sono proprio attirati dalle bricconcellate?
Cv inizia a farmi parlare di tutte le mie relazioni, diceva che doveva capire quale fosse il mio meccanismo fallato, per poi andare a correggerlo. La cosa inizia a piacermi e mi inebrio da sola di cazzate rifilatemi a regola d'arte. Tanto ormai, cazzata più cazzata meno, che importava? Cv mi dice che non devo preoccuparmi, ché lui è una brava persona, che è sposato e che ama tantissimo sua moglie, di cui mi fa vedere una foto sul cellulare, del giorno del loro matrimonio, due anni prima. Dice di essere un esperto di yoga e che mi avrebbe aiutata a rilassarmi. Io ero meravigliata da tanta bontà e disponibilità! Un uomo sposato, felice, che mostra sua moglie ad una donna che avrebbe potuto rimorchiare.... c'è speranza in questo mondo!, penso tra me e me. Però poi inizia a chiedermi cose che col rilassamento hanno poco a che vedere, tipo se con questo, il mio nonragazzo, a letto facessi bene all'amore... Non so perché, Carodiario, anziché andarmene all'istante, la cosa inizia a piacermi, incuriosirmi, no anzi lo sapevo, lo sapevo perché in qualche modo stava iniziando la vendetta. Una vendetta con un uomo impegnato. Così Cv mi chiede se si può avvicinare un po', va bene, gli dico io, e poi mi prende la mano. Allora ero lì che parlavo, parlavo e ridevo e un po' piangevo, e un po' mi guardavo intorno ed era pieno giorno e io sedevo su una panchina nella City, con affianco uno sconosciuto che aveva iniziato a toccarmi il seno.
Al che mi blocco, non riesco più a parlare, a muovermi, mi sarei data una pizza da sola, ma nemmeno a lui riuscivo a darla. Quella sensazione di eccitazione iniziale, diventa senso di vergogna, schifo, perché sentivo che in qualche modo era colpa mia, che io gli avevo dato il permesso di farlo. Avevo volutamente lasciato Giudizio a casa, quando sono tornata di corsa per preparami ad uscire con Cv. Inizio a sudare, nonostante il freddo e il vento, no non poteva violentarmi lì, davanti a tutti, dài, no. Carodiario, io non lo so, non lo so davvero, e mi pare anche di giustificarmi, ma ti giuro che non ero più padrona del mio stesso corpo. Cv mi tocca sempre di più, e io ero un pezzo di legno, avevo paura e allo stesso tempo quasi volevo che accadesse, perché così avrei poi dato la colpa a lui, non lui Cv, lui Lui. Così davvero poteva dare un senso ai suoi fottutissimi "mi dispiace", mi avrebbe rovinato la vita. Ma poi, Carodiario, ho visto Giudizio che correva verso di me, aveva il fiatone, pensava di essere arrivato troppo tardi, e invece no, invece mi ha presa per mano e mi ha trascinata via, senza dire nulla, sono saltata giù dalla panchina, e abbiamo corso come pazzi verso casa. E mentre correvamo, io guardavo dietro, ma Cv non mi ha seguita per fortuna, e poi ho iniziato a piangere a dirotto e ho rimesso le cuffie e Florence mi cantava Hurricane Drunk, e poi Blinding, e io mi sono giurata che non l'avrei mai raccontato a nessuno, a nessuno! Perché Nessuno mi avrebbe capita, e Chiunque mi avrebbe fatto il cosiddetto cazziatone. Sono entrata in casa, mi sono fatta un'altra doccia, intanto Cv continuava a chiamarmi sul cellulare, allora ho tolto la sim, l'ho buttata fuori dalla finestra, quella stessa cazzo di finestra da cui quattro ore prima facevo pensieri sereni e romantici. Vaffanculo, mi dico, alla fine in discoteca con sconosciuti c'è chi fa anche di peggio, vero Carodiario!? Non mi devo sentire in colpa, mi dico, perché le cazzate si fanno, e io la stavo proprio facendo grossa, dandomi al primo che passava in nome di una vendetta che poi avrebbe fatto male solo a me.
Mi metto su l'ultima di Florence, perché quell'amore che cercavo in lui, e poi da uno sconosciuto sapevo meglio darmelo da sola.



















