Non è l'ennesimo post di lamantela. Cioè, lo è, ma non sono lamentele, sono dati di fatto, osservazioni oggettive.
Allora, vorrei condividere col mondo il mio disappunto per determinate categorie.
I parcheggiatori abusivi e e quelli che fanno l'elemosina
Non in tutte le città si presenta questa realtà. Per quanto io abbia vissuto in diverse città in Italia (tranne Napoli), Roma è quella che dà il peggio nelle suddette categorie.
Così, dopo un bel po' di mesi, torno nella mia città natale: Roma, la capitale, la città eterna, la città del "volemosebbbèneee". Bello, bello sono proprio contenta!
Era il 9 novembre, e c'era una temperatura mite. Ah, bello! Proprio bello! Bella Roma, sì! Sono fortunata, sono davvero fortunata.
Mi viene a prendere mamma! Ah, la mamma! Mi mancava proprio la mamma! Che tenera si è commossa... Sono fortunata, sono davvero fortunata. "Ti sei ingrassata, hai trascurato i capelli, cosa sono tutti quei brufoli? E poi come sei vestita?" Lo sai perché ho paura di volare? Perché in realtà desidero che caschi l'aereo.
Arriviamo al parcheggio a pagamento, e, come sempre, arriva l'ubriacone di turno arrogante e con fare minatorio, che chiede i soldi per farti accedere alla tua macchina. C'era un tempo in cui assecondavo la loro richiesta, in quanto mi intimorivano; ora aspetto che mi diano un pretesto per prenderli a calci in culo, in quanto mi innervosiscono alla velocità della luce, e qualcuno dovrà pur pagare per questo travaso di bile.
Riusciamo ad uscire dal parcheggio, senza avere dato un centesimo al barbone, e fra me e me penso che se c'era una sola cosa positiva riguardo al fatto che tre anni fa i miei concittadini abbiano votato, con larga maggioranza, il sindaco Alemanno, fosse proprio il po' di pulizia dalle strade di personaggi simili, e invece. Perché poi penso "No, no! Cattiva Sara! Non si pensa!" Ma mi rendo conto che il mio atteggiamento è cambiato: sono diventata intollerante, e forse un po' razzista. Ma tengo a precisare che il mio non è un discorso di razze. Che siano italiani, rumeni, polacchi, algerini, napoletani a me non frega nulla. Un tempo pensavo che ci potesse essere un recupero sociale per queste persone, evidentemente, meno fortunate. Di sicuro non pensavo al carcere, e alle vie manesche come soluzione. Tendo anche a precisare che questa soluzione più eticamente civica mi era stata passata dalle mie insegnanti, dalle elementari, fino al liceo. Ma poi la vita "su strada" da adulta, la società stessa, la nostra attitudine a vivere per noi stessi, e a non vedere oltre il proprio bisogno, ha fatto sì che l'unico pensiero e sentimento che provo nei confronti di queste persone sia di profondo fastidio, schifo, odio, per tutte le volte che ho avuto paura di arrivare alla mia macchina da sola, per le volte che mi devo sentire in ansia quando parcheggio la macchina e decido di non alimentare la mafia dei parcheggiatori a nero, pregando affinché non la ritrovi con specchietti rotti, strisciate varie e vetri infranti. Roma è invasa da questo genere di persone. Per ogni semaforo c'è almeno uno dei seguenti attori, che ogni giorno vanno in scena, impegnandosi dalla mattina al tramonto:
- lo storpio (a volte vero, molte altre no);
- il lavavetri;
- lo spolvera fanali;
- la ragazza madre;
- la bambina orfana;
- il vecchio decrepito.
Se il semaforo è abbastanza grande, vi posso assicurare che li trovate quasi tutti insieme. Certo, potrei sentirmi chiedere:"Beh, basterebbe dire di no!" Bastasse! Loro sono lì, ostinati, e ti fissano. E tu allora guardi dritto, e loro lì, fermi. E allora lo senti che ti stanno giudicando, maledicendo, e se becchi la zingara ti sta anche facendo una macumba (suca, bella! Il medioevo è finito!), e inizi anche a sentirti un po' in colpa, perché in realtà hai pure pensato che se stessi facendo tardi a lavoro staresti disposta a tirarli sotto. E allora lì guardi e sorridi:" No, grazie!" "Questo fatto io mano, da India." "Eh, ma non mi serve..." "Io no parla italiano, capisce poco." "NO." E lui che mi dice? "CHE VITA DI MERDA!" "Sfondi una porta aperta!" Finalmente il verde!
No dico, perché io mi devo subire il senso di pietà per questi ogni giorno? Cioè, ma voi ci pensate ai problemi che ci ho io, manica di stronzi?
Io ho i capelli che continuo a tingere da due mesi perché proprio non ne vogliono sapere di diventare castani! Ho il sedere che non è più di marmo come fino a maggio, perché non lo vuole capire che deve stare su da solo. Non posso permettermi la qualunque cosa in via Condotti. Mal sopporto i soli 21° gradi che sono in casa. Devo subire le insistenti domande di mia nonna, alle quali non rispondo nonostante lei mi mandi sempre soldi. Insomma, potrei continuare all'infinito, ma preferisco non andare avanti, non vorrei suscitare in voi un tale sentimento di pena.
Rimanendo sempre in tema pezzenti extracomunitari, invece, andrei a Milano adesso. Perché qui invece abbiamo uno scenario che a Roma, per ora, ancora non esiste:
il lancio sotto la metro.
Praticamente questi, 'sti marocchini, magribini, filippini, vabbè tanto so' tutti la stessa cosa, durante le ore di punta, si lanciano sotto la metro. Non ne scelgono una a caso: solo la metro rossa, ossia quella che porta più gente, e solo tra Loreto e Porta Venezia, che è il punto più nevralgico. Più raramente quella verde.
Io 'sta storia la sapevo, però ancora non l'avevo mai vissuta.
"Annuncio ritardo, causa incidente nella stazione Porta Venezia, le metro verranno sospese, sono già in transito i mezzi superficiali sostitutivi" Signore in cappotto, e cappello: "Figa, ma quèsto non poteva aspettare altri cinque minuti, ché così non arrivavo tardi?" Signora di fianco:" Ma non si posso buttare dal Duomo!?" Io:" Beh, ma poverini... evidentemente se lo fanno sotto la metro sono disperati, e pur di avere un po' di attenzione almeno alla fine, si fanno uccidere in un modo atroce!" "Signorina, è la prima volta, vero?" Disse il vecchio: "Sì, lo, è...m..." "Lei è romana?" "Mmmmmmmmhhh! Sì, ma che c'entra?" "Eh, stia attenta, a volte tirano giù anche le persone che sono di fianco!" Disse la vecchia:"Ma non è vero! E' una leggenda metropolitana newyorkese!" "Eh, allòra faccia un po' come le pare, cosa le devo dire?"
Ma che schifo, i milanesi, cazzo. Che gente di merda insensibile. Puah.
Tempo dopo, come sempre ero in ritardo a lavoro. Ero ancora in metro quando:"Annuncio ritardo, causa incidente nella stazione Porta Venezia, le metro verranno sospese, sono già in transito i mezzi superficiali sostitutivi" No, l'ennesimo stronzo che si è buttato sotto la metro! Ma non possono cercare un modo più elegante per farsi fuori, 'sti pezzenti? Che so, cianuro, una bella rivoltellata. E andiamo, sù. "Ma... Sara..." "No, no ma Sara un cazzo, io mò me devo fa' 4 km a piedi, e usufruire di un'ora di permesso! E tutto questo per colpa di uno che s'è levato la vita! Cioè, la vita! Io ho perso 6, 50!"
Ero nata quasi perfetta, poi mi ha rovinata la vita stessa.
No dico, perché io mi devo subire il senso di pietà per questi ogni giorno? Cioè, ma voi ci pensate ai problemi che ci ho io, manica di stronzi?
Io ho i capelli che continuo a tingere da due mesi perché proprio non ne vogliono sapere di diventare castani! Ho il sedere che non è più di marmo come fino a maggio, perché non lo vuole capire che deve stare su da solo. Non posso permettermi la qualunque cosa in via Condotti. Mal sopporto i soli 21° gradi che sono in casa. Devo subire le insistenti domande di mia nonna, alle quali non rispondo nonostante lei mi mandi sempre soldi. Insomma, potrei continuare all'infinito, ma preferisco non andare avanti, non vorrei suscitare in voi un tale sentimento di pena.
Rimanendo sempre in tema pezzenti extracomunitari, invece, andrei a Milano adesso. Perché qui invece abbiamo uno scenario che a Roma, per ora, ancora non esiste:
il lancio sotto la metro.
Praticamente questi, 'sti marocchini, magribini, filippini, vabbè tanto so' tutti la stessa cosa, durante le ore di punta, si lanciano sotto la metro. Non ne scelgono una a caso: solo la metro rossa, ossia quella che porta più gente, e solo tra Loreto e Porta Venezia, che è il punto più nevralgico. Più raramente quella verde.
Io 'sta storia la sapevo, però ancora non l'avevo mai vissuta.
"Annuncio ritardo, causa incidente nella stazione Porta Venezia, le metro verranno sospese, sono già in transito i mezzi superficiali sostitutivi" Signore in cappotto, e cappello: "Figa, ma quèsto non poteva aspettare altri cinque minuti, ché così non arrivavo tardi?" Signora di fianco:" Ma non si posso buttare dal Duomo!?" Io:" Beh, ma poverini... evidentemente se lo fanno sotto la metro sono disperati, e pur di avere un po' di attenzione almeno alla fine, si fanno uccidere in un modo atroce!" "Signorina, è la prima volta, vero?" Disse il vecchio: "Sì, lo, è...m..." "Lei è romana?" "Mmmmmmmmhhh! Sì, ma che c'entra?" "Eh, stia attenta, a volte tirano giù anche le persone che sono di fianco!" Disse la vecchia:"Ma non è vero! E' una leggenda metropolitana newyorkese!" "Eh, allòra faccia un po' come le pare, cosa le devo dire?"
Ma che schifo, i milanesi, cazzo. Che gente di merda insensibile. Puah.
Tempo dopo, come sempre ero in ritardo a lavoro. Ero ancora in metro quando:"Annuncio ritardo, causa incidente nella stazione Porta Venezia, le metro verranno sospese, sono già in transito i mezzi superficiali sostitutivi" No, l'ennesimo stronzo che si è buttato sotto la metro! Ma non possono cercare un modo più elegante per farsi fuori, 'sti pezzenti? Che so, cianuro, una bella rivoltellata. E andiamo, sù. "Ma... Sara..." "No, no ma Sara un cazzo, io mò me devo fa' 4 km a piedi, e usufruire di un'ora di permesso! E tutto questo per colpa di uno che s'è levato la vita! Cioè, la vita! Io ho perso 6, 50!"
Ero nata quasi perfetta, poi mi ha rovinata la vita stessa.
Ciò che c'è di brutto nelle persone che chiedono i soldi al parcheggio a Roma è che sai bene che sono una vera e propria mafia.
RispondiEliminaBasta aver frequentato spesso un parcheggio per accorgesene che non è un disperato qualsiasi, è qualcuno che ha POTERE su quel posto. E per avere quel potere devi aver fatto qualcosa.
Mi spiace dirlo, ma nei "mendicanti" (ambulanti, venditori di rose, parcheggiatori) c'è una aggressività che non esiste altrove. In zone come San Lorenzo, se sei a cena da qualche parte e stai al ristorante dalle 20 alle 24 è capace che devi dire 15-20 volte (giuro, non è un numero a caso) di no ad ambulanti. E la maggior parte delle volte è un no che deve protrarsi per 1-2 minuti.
Dove vivo ora (estero) quando a un venditore di rose dici gentilmente di no, quello semplicemente va via.
Anonymous Coward
Santy sei una brutta persona.
RispondiEliminaE voterò per te alle prossime elezioni.
A Milano non basta più manco più il "NO!" risoluto, quello scandito bene, aggressivo e con il chiaro gesto dell'indice alla maniera delle negre del ghetto. Quelli si sono fatti perseveranti, ti seguono fino alla macchina. che magari stai facendo un discorso serio con una ragazza, per cercare di portartela a letto e vieni continuamente interrotto (questo lo so per sentito dire).
La piaga dei parcheggiatori a Milano è che, al contrario, sono ufficiali e ti dissanguano legalmente.
concordo con anonymous coward..quella dei mendicanti è sempre stata una mafia..basta guardare film come M o leggere l'opera da tre soldi, ad esempio... per il post, be', è sempre comodo cedere alla cattiveria....
RispondiEliminatutti i bambini nascono buoni... poi vedi cose che ti fanno cambiare....dove sto io non ci sono parcheggiatori abusivi...non se lo possono permettere da noi....
RispondiEliminal' unica cosa che mi manda fuori di testa sono gli zingari....
quelli li vedi sempre in giri con i loro affari loschi che vengono a chiederti (quando sei fortunato) l' elemosina...
ma che ci vuoi fare....questa è l' altra faccia della medaglia Democrazia...
Ogni volta che mi capita il marocchino o chi per lui al semaforo, lascio 2 metri tra la macchina davanti e la mia, e quando si avvicina al finestrino vado avanti e me lo lascio alle spalle. Almeno questo è fattibile, ed il "sottile" messaggio intrinseco nello spostamento (mavaffanculoteequellicomete!) viene sempre recepito.
RispondiEliminaInvece, quando becchi il marocchino o chi per lui al parcheggio... beh, due chiacchiere e mi allontano con fare sicuro, controllando più volte e con sguardo minaccioso la macchina. Tanto so che se al mio ritorno trovo un graffio che non c'era... gli spezzo le gambe e lo faccio rimpatriare seduta stante!
Una volta mi è capitato, accompagnando una amica alla motorizzazione, di incrociare una zingara davanti al cancello che chiedeva l'elemosina... siamo passati 3 volte e per 3 volte ho detto no. Alla 4a volta mi son girato e l'ho mandata a cagare senza troppi giri di parole. Eccheccazzo!
Passi il leggero senso di pena che posso provare per chi ne ha davvero bisogno di sti 4 spicci, ma se devo pure incazzarmi...
Si, sono una di quelle persone a cui sta gente da FASTIDIO. Non sono razzista, ma a momenti mi ci sento. Insomma, se ce li levassero dalle palle, una volta per tutte, sarei più contento.
Io sono solidale con te riguardo la piaga delle nonne. quelle che, per guadagnarti 5 € al mese (e per fortuna, almeno in questo, l'euro è stata una manna dal cielo, perchè fino al 2000 erano 5 mila lire, e loro sono state le prime a non capirci più una mazza). devi, nell'ordine: ascoltare interminabili racconti dei tempi andati e di una, se sei fortunato, se no DUE (come nel mio caso, data l'età) guerre passate. Mangiare biscotti disgustosi che devono esser stati rifiutati persino dalle truppe in Russia e beccarti i fatidici pizzichi sulle guance e baci al sapor di lavanda.
RispondiElimina"E poi ti alzi una mattina, vedi il sole baciare il lago, gli uccellini stretti in coro, prendi fra le tue mani un buon thè e pensi che la soluzione a tanti problemi sarebbe una guerra civile e venti milioni di morti."
RispondiEliminaRagazzi, io mò non vorrei fa' un post sulla spiegazione della mia ironia bukowskiana, cioè, non me pare il caso. Se è vero che i vari tizi sopracitati spacchino abbastanza i coglioni, è anche vero che io, fondamentalmente, mi sento in difetto per il fatto di non poter fare un cazzo per loro, a parte dargli 0,50 c. (sì, poi ci sono i figli di puttana, ma di solito sono italiani). Soprattutto era un modo cinico di dire guarda quanto so stronza che odio la gente che fa l'elemosina e viene da un Paese di merda, e io me lamento perché non ci ho tempo per andare dal parrucchiere.
In altre parole, volevo porre l'accento sul fatto che la vita nella grande città deumanizza. Una razza su cui invece spero lo sterminio totale sono i tifosi daa roma e daa lazio, parenti compresi, se me bloccano la città per andare a vedere un derby dimmerda, di idioti dimmerda. Li considero solo come usurpatori di un bene prezioso: l'ossigeno.
ah, poi vabbè, il mio discorso fa accezione anche per i parcheggiatori che davvero mi levano le pizze dalle mano.
RispondiEliminaJe sei partita arogànte, eh.
RispondiEliminaSe non capissi dalla tua foto che sei una gnocca astrale, direi che sei una panzona brufolosa incasinata col mondo.
Ma sui parcheggiatori sottoscrivo tutto, anche quel velo di razzismo che non fa mai male (sto a gioca').
Io la odio perché è una forma di elemosina forzata.
una volta volevo andare al Qube.
RispondiEliminaArrivo una cifra in anticipo per il concerto..
ormai c´ho gli orari tedeschi e arrivo PRIMA...
dì un orario e io arrivo PRIMA.
Ok...
Essendo PRIMA io trovo un parcheggio e tanti altri parcheggi..zero macchine.
Rimango in macchina a chiacchierare col mio caro marito che mangia sushi.
Ad una certa facciamo per uscir dall´auto e menar il can per l´aia e arriva il parcheggiatore abusivo di nazionalità ignota.
La macchina è talmente un cesso a rotelle che
non mi preoccupo che me la righino per non aver pagato,quindi li ignoro e vado avanti,prendendomi insulti.
Intanto chiamo i Carabinieri,espongo il problema etc etc e loro mi assicurano che verranno subito.
In effetti arrivano ma NON FANNO UN CACCHIO..
chiacchierano amorevolmente con i parcheggiatori abusivi.
Quando torno la simpatica gang è ancora lì,la macchina catorcio è rovinata ma me ne infischio e me ne vado via...
Che amarezza.
Il bello è che la maggior parte di loro non solo chiede il pizzo,ma ruba anche nelle auto.
Ma dove starebbero i controlli promessi da Alè Manno?
Lo manno a fanculo piuttosto.
Dalle mie parti tutto ciò non esiste.
RispondiEliminaParcheggio al massimo a 20 metri dal punto in cui devo andare. Alla facciazza vostra.
adoro quando in giro qualcunos crive qualcosa che mi spiega chi sono ... adoro volare proprio perchè spero sempre che l'aereo cada!
RispondiEliminapurtroppo buttarsi sotto la metro è un modo perfetto per farcela senza spendere molto ... il suicidio è un lusso, coi tempi che corrono.
(ewan)
Amber, davanti al Qube una mignotta (ma proprio nell'eccezione vera del significato) mi ha minacciato di sfondato la macchina se non le avessi dato i soldi del parcheggio. "Scusa ma tu non fai un altro lavoro?" "Nei buchi, arrotondo." Mi ha risposto. Ho evitato battute scontate. Sempre davanti al Qube, invece, hanno spaccato il finestrino di un mio amico, per non rubare nulla, ma volevano dare un'occhiata ai cd, visto che erano sparsi per la macchina. Non ne hanno preso manco uno. Effettivamente pure se sono originali, so' cd di merda. (ciao Mario, no non è vero... un paio si salvano.)
RispondiEliminaBenze, dalle tue parti queste cose non succedono. Ma dalle tue parti non succede proprio nulla.
Ewan, ta ghè rasùn, ma almeno due lire per un finale degno tocca sempre averle da parte.
Alla fine l'hai scritto questo post: beh, si vede che non sei mai stata a Napoli, altrimenti quel commento su Roma te lo saresti risparmiato. Qui ogni singola piazza, strada, pertugio è "appaltata" dal parastato (la camorra) ad una famiglia: sì, non ad un parcheggiatore, ma proprio a tutta la famiglia.
RispondiEliminaNella mia città c'è una piazza, con annesse vie laterali, interamente appaltata a due fratelli: parlo di persone con una famiglia (sono entrambi cinquantenni ormai) e con figli, che piangono miseria, ma partono persino per le vacanze per un mese all'anno.
Come ha scritto Amber le forze dell'ordine sono di solito complici: quando seguivo all'Università sono stato costretto (con minacce tutt'altro che velate) negli ultimi due anni e mezzo a mettere la macchina dai parcheggiatori abusivi che dominava la zona (avevano il monopolio di tutto: vendevano i biglietti di parcheggio originali, avevano un camioncino per vendere abusivamente materiale di cancelleria e roba da mangiare). Ogni mattina chiacchieravano amorevolmente con poliziotti o carabinieri (il comando è lì a non più di 400 metri) anche mentre riscuotevano il pedaggio.
Francamente non mi danno fastidio tanto i vari tizi che si presentano al semaforo (so come evitarli), ma i parcheggiatori abusivi li considero una piaga sociale e ho fatto del combatterli una religione: non perdo occasione per fregarli e umiliarli in ogni occasione e non ne pago uno dal giorno della mia laurea (7 anni fa). Sarò razzista / classista / menefreghista? Pazienza.
Una volta ero a Napoli e stavo correndo ai corsi. Si aggrappò una zingara al braccio e cominciò a dire " Tu bella, tu bella ". Io continuai a correre con la zingara sotto al braccio, ignorandola però,e arrivò al dunque " Dammi qualcosa per prendere un caffè ". Che poi quanti cazzo di caffè si prendono queste? Bah.
RispondiEliminaIo in 2 anni a Napoli sono riuscita a non dare mai un cazzo a nessuno, e anche quella volta dissi di no. Lei fece uno sguardo strano, come se uno stregone si fosse impossessato del suo corpo e mi disse " Il malocchio" e farfugliò qualcosa in zingarese riguardo al fatto che se avessi avuto figli sarebbero morti in pancia. Io mi fermai, la guardai in faccia e le dissi " Ti deve venire un tumore in testa a te e tuo figlio, puttana ".
C'è rimasta malissimo.