Dopo quattro mesi precisi, oggi si apre il
Processo alle Intenzioni.
La Querelante Sara contro l'Imputata Sara.
La parola alla Difesa.
Non ho mai scritto un post sulla mia vita a Londra. Ho un sacco di bozze, ma poi non ho mai finito nulla. Curioso che sia un po' quel che è successo, o meglio che sta per succedere con la mia esperienza di vita qui.
Partiamo dall'inizio.
Avevo una vita meravigliosa a Milano. Ho passato l'anno più bello della mia vita. Non che non siano mancati deliri "sariani", e inconvenienti simili, ma nel complesso mi sentivo serena, soddisfatta, felice.
Poi succede che non ti basta mai. Un po' come la storia dei soldi, che più ne hai e più ne vuoi.
Così, verso marzo inizio a maturare l'idea di andarmene all'estero, perchè insomma, ancora sono giovane, non voglio arrivare a quarant'anni e avere il rimpianto di non aver mai provato a vivere fuori dall'Italia.
Avete quarant'anni? Non avete vissuto all'estero? Non vi siete persi un cazzo.
Giuro, ho fatto da cavia per voi.
Londra.
Londra è una città che non mi ha mai attirata. Non c'ero mai stata prima, e nemmeno avevo il minimo interesse a visitarla.Ritornando a marzo, insomma io non solo volevo un'esperienza di vita fuori, ma volevo anche migliorare il mio inglese, e che faccio vado a Berlino? A Madrid? Scegliamo la città anglofona meno peggio. Così credevo.
Il fatto che Londra sia "carammazzata" è cosa nota. Ma forse solo da qui ti rendi davvero conto, effettivamente, di quanto lo sia.
Sorvolo quindi tutta la tiritera dei costi delle camere, dei mezzi pubblici, del cibo.
"Però gli stipendi sono proporzionati al costo della vita!" MAAAADDDDDOVEEEEE???
Falso mito, a meno che non abbiate tutti amici medici, avvocati, commercialisti, manager, ma quindi dov'è la differenza rispetto all'Italia?
Ora, di sicuro qui tutto è più veloce, più preciso, più funzionale, ma... piano con gli entusiasmi e le false credenze! Londra infondo è piena di persone provenienti da tutto il mondo, vuoi che non si sia napolenatizzata?
Il cibo
Starò poco a dilungarmi. Che all'estero si mangi male, insomma, chevvelodicaffà?Mangerai di tutto: asiatico, arabo, cinese, giapponese, e sopra ogni cosa INDIANO. Che io davvero mi sono chiesta, ma un indiano come può mangiare indiano per tutta la vita? Ma lo sa che mangia I-N-D-I-A-N-O? Con quel sapore di quella spezia, il coriandolo, che mischiata al cocco e ai peperoni, poi, ahhhh è ripartita la nausea.
Ma il punto è che anche quando compri i prodotti tu, li prepari tu, a casa tua, tu da sola/o, comunque non avranno mai lo stesso sapore. E, soprattutto, (e qui mi rivolgo solo alle femminucce) rassegnatevi al fatto che, soprattutto il primo mese, ma anche di più, sarete piene di brufoli e sfoghi vari, manco foste tornate all'adolescenza. Evitate, come la peste, il latte, formaggi di ogni tipo, e l'acqua del rubinetto (il che vi preserva anche da eventuali calcoli, vista l'alta presenza di calcare nelle tubature).
A sinistra
Quel che mi piace di Londra (e del Regno Unito) è che in fondo va contromano.Nel vero senso del termine.
Maledetto vizio di fare le cose al contrario rispetto alle norme mondiali!
Si guida a sinistra, e solo questo richiede un mese di corso pratico su strada, che, fondamentalmente, consiste nel rischiare la vita ogni volta che ti si presenta un incrocio automobilistico lungo il tuo percorso pedonale.
Le prese della corrente sono diverse, prese che non esistono in bagno, perché stanno "in fissa" con il rischio di incidenti domestici, quindi che si fa? I capelli ce li asciughiamo in camera. Camera che ovviamente è rivestita di moquette, e che attira a sé i capelli che è una meraviglia! Così, ogni volta, vai di aspirapolvere! E non solo. Non esiste nemmeno l'interruttore, sempre nel bagno, per accendere la luce, ma, al suo posto, c'è una cordicella, come la catena di un vecchio water. E, dulcis in fundo, i rubinetti. Informiamo gli idraulici inglesi, o chi per loro, che esiste un'invenzione stratosferica: il miscelatore! Così, invece di avere due rubinetti (uno per l'acqua calda e uno per l'acqua fredda), si risparmia spazio, e se ne ha U-N-O S-O-L-O!
In più, evitiamo di dover mettere le mani a "conchetta" e passarle prima sotto la fredda, raccoglierne un po', poi sotto la calda, riempire lo spazio rimasto, e passarsele sul viso. Ripeti per tre volte, mattina e sera.
In caso di insicurezza
Sorvolerò, ma nemmeno troppo, sul fatto che la sera sia pericoloso girare da soli. Soprattutto da solE. E io sono stufa di uscire, o tornare, che sia in centro, o in periferia e avere mille occhi, perché c'è sempre la possibilità che qualcuno ti insegua, ti dia fastidio, in modo più che molesto, e tu, che le prime volte non lo sai, sei colpevole di aver risposto con un cenno degli occhi ad un sorriso, mezzo accennato, di un passante (che sia pakistano, africano, sudamericano, o inglese) che a te sembrava solo gentile.La movida
E, già che ci sono, parliamo delle uscite notturne. Notturne... Diciamo del tardo pomeriggio.Ore 12.00 a.m.
- Oh ci vediamo stasera?
- Sì, ho sentito gli altri! Ci vediamo alle 18.00 a Trafalgar!
- Alle 18.00????? Ma... che minchia dobbiamo fare alle 18.00???
- Ci prendiamo una birra, o due, e poi andiamo al leaving party di Xyz!
- Ma dalle 6.00 fino alle 11.00/mezzanotte, che facciamo?
- Mezzanotte? Ma va! Andiamo lì verso le 9.00!!
- Ah. Ma ci sono le pizzette con l'aranciata?
Così, all'una, a dir tanto, sei già a casa. Non hai sonno e pensi: "Vabbé, mi vedo un film...!" E poi apri un attimo Facebook, e, puntualmente, c'è il famoso contatto stronzo, con cui parli di rado, che ti dice:
- Ma sempre qui stai? Ma sei a Londra!!!! Che ci fai collegata di sabato? A quest'ora, poi? Ma esci!!!
- Uhm. Hai mai vissuto a Londra? Mai stato?
- No...
- Ah. Aspé...
E lì apri il suo profilo, cosa che per altro, forse, nemmeno avevi mai fatto, vai in fondo, ecco lì a sinistra,
"ELIMINA CONTATTO"
Eliminare?
Il contatto è stato rimosso dai tuoi amici.
E poi il lavoro. Dio mio il lavoro.
- Eh bella mia! Ti devi fare il culo! Hai voluto la bicicletta? Ora pedali.
- Quando io mi facevo il culo tra scuola, lavoro pomeridiano di ripetizioni ai ragazzini delle medie, e lavoro serale in un pub, lunedì domenica no stop, tua madre ancora te lo puliva, il culo.
Quindi, se vuoi un primo lavoretto, proprio per mantenerti e poter seguire un corso, o quel che è, il giorno, devi fare la schiava in un pub, o in qualche cucina di qualche ristorante italiano. Con una paga da fame.
- Eh, ma qui, però, anche per questi lavoretti ti mettono in regola!
- Peggio mi sento! Così, anche per un lavoro idiota devo aprirmi un conto, e fare la richiesta per il NIN (National Insurance Number).
Il triangolo delle Bermuda
Praticamente funziona che se non hai un contratto d'affitto regolare, cosa comune a molti, devi per forza avere un contratto di lavoro, per richiedere il NIN (primo angolo). Ma molti datori di lavoro (secondo angolo), vogliono, in tempi brevi, che tu abbia il NIN e il conto corrente aperto in una banca inglese(terzo angolo). E via di rimpalli. Finché uno dei tre non cede, e fa la grazia di prendere in considerazione la tua disperata richiesta di essere considerato degno di un numero (del c/c o del NIN), che certifichi la tua esistenza in questo meraviglioso Paese.E' chiaro, poi, che non possiamo avere la pretesa che una città sia perfetta. Ci sono molte persone, italiane, che in questa città, per almeno il primo paio di anni, ci si trovano anche bene. Alcune, poi, se ne vanno, altre rimangono, più che altro perché incastrate in lavori in cui guadagnano stipendi più o meno alti, ma restano sempre con un occhio rivolto all'Italia, perché "magari prima o poi capita l'occasione e torno."
Questo è un post che viene in mia difesa, difesa rispetto a quello che sto per scrivere a breve.
Essendo la mia me avvocato che parla, in questo istante, voglio mettere come aggravante ai cotanti quattro mesi di merda, il fatto che, come da post precedenti, anche le relazioni amorose non abbiano di certo aiutato a mantenere un sano equilibrio psicofisico, che, ora più che mai, non doveva venire a mancare.
Ah, il capitoletto sui coinquilini provenienti da tutto il mondo, che hanno usi, costumi, e (non)lavaggi come i tuoi, non posso, quasi purtroppo, portarlo in mio favore: ho avuto la fortuna di vivere con tre napoletani, e due (quasi) romani. Già.
[continua]
Via, via, vieni via di qui, niente più
ti lega a questi luoghi, neanche questi fiori azzurri...
via, via, neanche questo tempo grigio
pieno di musiche e di uomini che ti son piacuti...



