Forse non tutti sanno che alcuni anni fa sono stata un'assistente di volo. "Assistente di volo?" ...Hostess." Ahhh! Davvero?" Per la cronaca, la si dice "assistente di volo", non "hostess". Lo dice anche
Wikipedia.
"Dài, che figata! Ma allora sai fare la dimostrazione, quella con le mascherine... le uscite di sicurezza..." Già. " ME LA FAIIIIII!?" No." Eddaiii! E facevi anche gli annunci?" Eh, beh." Dài, me lo fai in inglese?" Arino, punto."
Era il lontano 2006, per l'esattezza era marzo, e io iniziavo un corso per diventare assistente di volo a Milano. Avevo ventidue anni, non me ne fregava un bel niente di diventare A/V (che è l'abbreviazione di assistente di volo), ho iniziato solo per due motivi, e cioè il fatto che il mio migliore amico romano si fosse trasferito a Milano per fare l'A/V, nella stessa compagnia in cui poi ho lavorato io, e perché volevo scappare da Roma, ed in fondo, ero già innamorata di Milano e di un milanese (sì, lo so. Pare incredibile e nessuno mi crede mai, ma a me MI piace di andare controcorrente, e distaccarmi per partito preso dai luoghi comuni. Che comunque sono sempre veri).
Così, dopo aver superato un colloquio inverosimile, durato un giorno intero, più la visita medica e la prova di nuoto (eh sì, perché nel caso in cui l'aereo si schianti in mare, si distrugga in indefiniti pezzi, affondi in pieno Oceano, con un'elevata possibilità di presenza di squali, e tu riesca a essere vivo, devi saper nuotare per portare in salvo i passeggeri. La prima volta che te lo senti dire il pensiero è più o meno questo

)
, il 6 marzo 2006, faccio parte del primo corso base insieme ad altre tredici persone, selezionate su quasi centocinquanta; non male per una a cui non gliene fregava un beneamato. C'è da dire che qualcuno lì in mezzo mi aveva già sgamata: lo psicologo, durante le sue insidiose domande della quarta prova (avete presente "Amici di Maria de Filippi"? Se è sì, vergognatevi):
- Perché vuole fare questo lavoro?
- (Allora, Sara, non dire che è perché vuoi viaggiare, se no pare che stai a scrocca' i viaggi, ché poi è così e lo sa. Allora di' la classica stronzata del) Perché mi piace lavorare in team e non avere orari fissi, né stare sempre chiusa in ufficio! (E ovviamente mi piace l'idea di vivere consecutivamente sveglia per tre giorni, morire di jetleg, e fare la cameriera.)
- Le piace Milano?
- Sì!
- Sì? come mai lo dice con un tono così entusiasta?
- (dài, ho capito che hai capito, falla finita, sù!) Mah... non saprei.
Ma per fortuna, poi, il medico del corso (e si sa che i medici ritengono gli psicologi fondamentalmente solo degli sfigati new age, falliti dottori), durante l'esame finale, mi disse: "Pensi che lo psicologo aveva scritto nel rapporto che non gliene frega niente di fare questo lavoro... a me non sembra proprio!" Eh, vedi che succede a pensare che gli psicologi non capiscano mai una ceppa?
Insomma, superiamo il corso in otto, arrivando all'esame finale tra gente con epistassi continue per debolezza, tutti dimagriti almeno 4/5 chili, in preda ad attacchi di panico, isterismo e sonno improvviso.
"In culo, brutti stronzi! Adesso però MALDIVE!"
Non avevo minimamente idea che avrei seriamente rimpianto quel mese e mezzo di corso.
Questo è un post di solidarietà per gli AA/VV (plurale di A/V) e, allo stesso tempo, di profondo disprezzo verso gli AA/VV.
Arrivò il giorno del contratto per i primi otto mesi. Una gran vera merda: 300 Euro di fisso, più 60 Euro per ogni diaria, ossia per ogni giorno che passavamo completamente all'estero. Essendo studenti in volo, non venivamo pagati per le ore di volo effettuate, non venivamo pagati durante le trasferte da una città all'altra, quando dovevamo recuperare un aereo e portarlo a nuova destinazione, per i giorni in cui eravamo reperibili, cosiddetti di riserva, i giorni di riposo e, ovviamente, di malattia.
Non di meno, devo aggiungere che essendo un'allieva, dovevo accumulare cento ore, prima di poter sostenere l'esame ENAC, e conseguire la certificazione come vera A/V. Così, per fare in modo che queste cento ore si accumulino in meno tempo, ti fanno volare solo su tratte intercontinentali "Ma va!? Che figo, però, dài!" Effamme finì, poi vedi se dici ancora "che figo".
La compagnia stipulava contratti solo con hotel a cinque stelle superior, dove fare alloggiare i suoi dipendenti, sfoggiando così finto sprezzo dei soldi, mettendo in bella mostra noi, rappresentanti dell'azienda, in posti stra-Inn. Ovviamente, in cambio, i suoi dipendenti dovevano pagarsi la pensione. Solo in alcuni posti ti veniva passata la colazione, per il resto dovevi pagarti tutto con la diaria. Ora, considerando che la mezza pensione, non so facciamo alle Maldive, nonostante gli sconti, a noi veniva 50 dollari al giorno, potete immaginare per me quale problema potesse essere? Praticamente dovevo campare d'aria.
E invece no. Invece è anche peggio: sopravvivevo come un'accampata, ma in un una stanza da cinque stelle. Sempre perché so' de classe.
Infatti, dopo aver preso lo schiaffo de la cuenta alla prima sosta lunga, durata circa sei giorni in quel di Punta Cana, decido che per la prossima alle Maldive mi attrezzo.
Abbigliamento Santarossa:
nullo. Un paio di costumi, due parei, e qualche vestito. Il resto scorte alimentati di qualsiasi tipo, e fornelletto elettrico.
Ed eccomi lì, nella mia stanza, con veranda che dà sulla spiaggia e a tre metri il mare cristallino, palme finte, con pipistrelli giganti bianchi attaccati, ed io e il mio fornelletto da campeggio a scaldare l'acqua della pasta, da condire con scatoletta di Insalatissima Rio Mare. Decido però che non mi va, non ho fame. Allora chiamo l'altro allievo sfigato, nonché l'amico che ho seguito a Milano, che era ancora allievo ma con un mese di anzianità in più. "Oh, non mi va 'sta roba, o la butto o la mangi tu." Ma che butti, mò me la vengo a prende!" Si fa notte, erano circa le 5.00 quando il mio amico mi chiama, voce d'oltretomba:"Sà, sto male vieni qui." Mi fiondo nella sua camera, porta aperta, entro. Mi accoglie un odore nauseabondo:"Ao'?" Sono in bagno... "La porta del bagno era socchiusa, la apro e davanti a me lui, seduto sulla tazza, con di fianco una specie di bacinella. "Oddio sto malissimuhhhhhh plofplofplofffffffffrrrrrrrrrffffhhhhhhhbuuuuurpppph" Per la prima volta in vita mia ho visto un uomo piangere a dirotto, e nel frattempo riusciva anche a dare di stomaco e morire di diarrea. Alla faccia di chi dice che gli uomini non sanno fare più cose assieme. "AHAHAHAHAHAHAHAAHAHAHAAHAHAHAHAHAHAHAHAHAH! No, ok, come posso aiutartAHAHAHAHAHAHAHAAHAHAHAHAHAHA! "SEI UNA PERSONA ORRIBILE, SA'." NON CE LA FACCIO, STO MORENDO, ODDIOOOO MA TI DOVRESTI VEDEREEEEE... Ok, chiamo qualcuno, io non posso esserti d'aiuto, mi pare evidente. Non vedo l'ora di raccontarlo. tictictictictici "Che stai facendo?" Sto mandando un messaggio alla nostra coinquilina!" Spero che arriverai a tagliati le vene usando il lato di un foglio di carta, sappilo." AHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAH CHE' POI E' COLPA DELLA MIA SCATOLETTA, ECCO PERCHE' NON MI ANDAVA QUANDO HO SENTITO L'ODORE!" "Vattene, Sà, ti prego."
Ma del resto con le dissenterie, durante i primi mesi, ci stringi amicizia. Non lo so nemmeno io le volte che sono stata chiusa in camera strisciando tra bagno e letto. Letto che comunque a volte, in certi hotel, era a sei piazze. Cioè, sei piazze, con un mega specchio di fronte. Vabbé, il pensiero che fosse per le orge era scontato, oltre che vero.
Del resto, in posti come Punta Cana, La Romana, Santo Domingo, c'è un gran turismo sessuale. E' pieno zeppo di americane che vanno lì per farsi il bel negrone - e scusate se ho detto "per farsi"- oppure di negroni che si vogliono fare le turiste. Con mia somma sorpresa ho scoperto che anche se se morono de fame, sono ben disposti a pagare per una bionda occidentale. E lo dico per esperienza, cioè, no, aspetta, non pensare male. Almeno non stavolta. Praticamente una sera ero in un locale sulla spiaggia, all'Huracan, gestito da italiani. Spesso fuori da ogni locale c'è un militare, beh, diciamo un ufficioso militare, cosiddetto guerrillero, che sta lì a presidiare, una sorta di mafia: io ti controllo il locale affinché non vengano a rubare, tu in cambio mi paghi. Ero lì con altri colleghi, tra cui il comandante, Attilio, un signore di quarantacinque anni, alto un metro e una Vigorsol, altre AA/VV supertirate, con gonna girofiga, immancabili tacchi - che sulla spiaggia servono come punteruoli per farle rimanere più che mai inutilmente impalate - trucco alla Lady Gaga e abbronzatura alla Carlo Conti, e il secondo allievo, che era compreso nel loro abbigliamento, visto che se lo sarebbero indossato volentieri.
Abbigliamento della Santarossa:
- jeans lunghi, con uso anche invernale;
- maglietta stile marinara a miniche corte, con leggera, quanto inutile, scollatura;
- infradito, o altresì dette ciavatte da spiaggia;
- capelli corti privi di senso, data la presenza del 90% di umidità: praticamente avevo sviluppato le branchie;
- abbronzatura fosforescente.
Si avvicina un ragazzo italiano:
- Ciao! Io sono il capo animatore del villaggio qui di fianco!
- (esticazzi?) Ciao! Piacere!
- Senti, non ti spaventare, ma vedi il militare qui fuori?
- Ah, ecco perché ha un mitra in mano...
- Sì, ecco... Ha detto che vuole conoscerti. Ma tranquilla: gli ho detto che sei qui col tuo ragazzo, però è meglio che tu venga a salutarlo, altrimenti vieni lui da solo e non so se sia meglio.
- Bene, è la mia prima serata da assistente di volo in sosta, iniziamo alla grande! Andiamo.
- Hola!
- Hola! Que bonita que eres! Tan rubia! (che bona che sei! così bionda!)
- Gracias...
- Yo quiero compromitir contigo... (voglio scopare con te)
- Massì, ci piace l'uomo diretto. Eh, no puedo... tengo novio, y està aquì...
- Pero yo te voy a pagar!
- Ah, allora dipende: quanto me dài?
Interviene l'animatore:
- Ma sei scema? Meno male che non ti capisce.
- O la buttavo sul comico, o lo piavo a calci, ma lui ci ha il mitra.
Torno al bancone, mi avvicino al Comandante:
- Oh, Atti', tu quando l'equipaggio è a terra ne sei responsabile, ve'?
- Sì, più o meno...
- Ecco, io ho detto al guerrillero qui fuori che non mi si può fare, perché tu sei mi novio.
- Chiama l'altro allievo: si torna in albergo, adesso.
E allora, ecco che vado a chiamare l'altro allievo, era in spiaggia, vedo solo la sua testa, il resto del corpo era nascosto dietro una casetta bianca piccolissima: "Speriamo che stia guardando le stelle. Marcoooo, dobbiamo andare,
adesso." Ehm, sì eccomi." Si alza riallacciandosi i pantaloni e sbuca la testa di una tizia, per altro una passeggera del volo di andata. Di sicuro lui stava guardando le stelle. Anche da parecchio vicino.
Ah, che dura la vita degli AA/VV, penserete... Eh, ma aspettate che vi racconti di quando dovevo volavo da New York a Palermo con italoamericani a bordo, e gente in preda a sciolte violentissime, da non riuscire ad arrivare in bagno.
To be continued...