... e per fortuna ce li ho anch'io. Questione di DNA.

sabato 16 aprile 2011

Cose di casa

Casa Santarossa, come tutte le famiglie, ha un equilibrio tutto suo, che per molti, conoscendolo, vuol dire non averlo.
Nella mia famiglia è pressoché impossibile avere un minimo di privacy, un minimo di silenzio, un minimo di relax, un minimo.
E mio padre che urla per qualsiasi cosa, che sia incazzato o che sia divertito (altrimenti non parla affatto), e mia madre che non ci sente una beneamata mazza e le cose le vanno ripetute due volte (sebbene quando poi ti rifiuti di ripeterle, chissà com'è, ci arriva e ti risponde. Mezz'ora dopo.), la gatta che miagola e miagola e miagola, manco fosse un cane, e ti porta lo spago e poi ti guarda e poi guarda lo spago e poi ti riguarda e "Ho capito, Miù, ma non me va! Io ho voluto un gatto perché è indipendente, ergo non c'è bisogno che ci interagisca come invece dovrei fare col cane!" E mia sorella che... mia sorella è inesistente, tranne quando le metti fuori posto la SUA penna, il SUO giacchetto, il SUO bracciale, o ti siedi sul SUO letto. Avete presente Gollum? Non curante del fatto che per almeno quindici anni, IO, sia stata costretta a non potere avere nulla da potersi considerare come unicamente MIO, visto che"Le cose sono di tutte e due, Sara, e comunque gliele devi prestare a tua sorella." Fottuta mocciosa rompi palle, ma io stavo tanto bene i primi sette anni di vita da figlia unica, che palle oh. "Ma noi l'abbiamo fatta per te, perché altrimenti stavi sola!" E chiederlo, prima, no? Per il resto comunque mia sorella è totalmente assente, o, tutt'al più, commenta con un "Esticazzi!?" E via.
Ad ogni modo, il fatto di non vivere più qui e di capitarci solo un paio di volte l'anno, fa sì che tutto che quello che un tempo fosse insopportabile, oggi... sia esattamente identico. Però, ogni tanto dànno davvero il meglio di loro, soprattutto quando tu (cioè io) che non vivi più a Roma, ma stai in mezzo ai polentoni, riesci a notare doppiamente la veracità romana nei dialoghi.
Così l'altra sera mia sorella era in bagno. Era in bagno da un po', e non aveva chiuso la porta, cioè era solo accostata.
Io sbragata sul letto in camera.
Mamma e papà in cucina.
Papà:"Stefà, io poi dice che uno se 'ncazza, in quella doccia ce stanno du'(s)cento stronzate, ma non ce sta uno shampoo!"
Mamma:"Ah, ma figurate, sei tu chessei completamente cecato, ormai."
Papà:"Ah, sì? Allora va a vedé!"
Ora, il caso ha voluto che mia sorella fosse proprio nel bagno con la doccia, ed io ero già lì che attendevo impaziente la sceneggiata napoletana.
Mamma, purtroppo, nonostante i trentasette anni di relazione con mio padre, non ha ancora capito che quando mio padre parla bisogna solo dire "sì, Paolo!" e fare altro. Anche dormire va bene.
Mamma entra in bagno, come se Veronica non fosse lì (praticamente come quando Gollum indossa l'anello) Apre la doccia:
"Ecco, e questo? Questo che è? E' S-H-A-M-P-O-O!"
Papà:"Famme vede'!"
Veronica:"Aho, ma io sto a cacà, eh!"
Papà:"Embe', 'ndo sta scritto shampoo? Io leggo solo "bain satin", che cazzo vordì?"
Mamma:" Ben seten, comunque è shampoo."
Veronica:"Aho, ma ve n'annateeee? Posso cagà in santa pace?"
Papà:"Guarda, guarda, du'(s)cento cazzate, e quello per le punte e quello per il viso e quello per il culo e quello per il cazzo che ve se frega..."
Mamma:"Aho, tanto te te fai sempre la doccia a lavoro, mò che voi?"
Papà:"Ecco, non so' mai considerato dentro 'sta casa!"
Miù:"Maooooooooo"
Veronica:"No, veramente quella che non è considerata so' iooooo! Miù, no per Dio, non puoi salirmi in braccio, STO CA-GAN-DOOOOO! Ma c'è qualcuno chemme sente?"
Papà:"Senti quell'altra di là come se la ride, 'sta stronza!"
Mamma:"Ride per Veronica."
Io:"No, no, che Veronica... Tanto comunque è stitica, perde solo tempo lì sopra... Ma B-A-I-N S-A-T-I-N, papà, b a i n  s a t i n!"
Papà:"Tu fia è sempre la solita stronza, e più cresce e più è stronza."
Mamma:"Indovina un po' di ha ripreso?"
Papà:"Ecco, io so' sempre lo stronzo de casa, lo sapevo che finiva così! Non ho manco uno shampoo!"
Veronica:"Sticazzi, io cago."


7 commenti:

  1. su GOLLUM ho sputato sul monitor ahahahaha
    Le famiglie romane sono tutte uguali!

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  2. Guarda, sì. Una continua caricatura di noi stessi. Ché poi io un po' mi incazzo quando vedo certi film:"Ma i romani non sono tutti così!" Mi sa che i miei romani sì.

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  3. Secondo me c'è una qualche correlazione di tipo causale tra l'urlare di tuo padre e la sordità di tua madre: resta da capire quale sia la causa e quale l'effetto.
    Per il gatto: hai mai pensato di portarci lui dallo psicologo?

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  4. circolo vizioso del primo tipo:"La moglie urla perché il marito beve, il marito beve perché la moglie urla".
    La gatta è la nostra salvezza.

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  5. che meraviglia.
    secondo me oltre al fatto che tuo padre urla e tua mamma è sorda, anche la stitichezza di tua sorella è collegata alle 2 cose. le consiglio il preparato per il budino sciolto in un pò d'acqua. gli ho visto fare miracoli a quella polverina!

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  6. uhm. Ho un'altra "amica" che soffre di stitichezza di tanto in tanto... glielo consiglierò.

    Cilla, Miù è femmina, e, per dire, stamattina ore 6.00: mi alzo per prendere una tachipirina, ero ancora completamente rincoglionita, quando intravedo nell'ombra un missile che va dal salone alla cucina. Prendo la tachipirina e di nuovo il missile mi passa davanti: Miù! talmente correva veloce, che per girare ha corso in orizzontale sul muro, una roba da stuntman. E' il familiare che mi manca di più ogni volta che me ne vado.

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