Se fosse così facile la risolverei con un paio di esami al mese, no? E poi ci sono due diversi stadi dell'ipocondria: nella prima fase ti fai controllare sempre, hai tutti i sintomi e i dolori di tutte le malattie del mondo. Speri anche che ti trovino qualcosa, ecco... di non troppo grave, eh! Ma poi alla fine, tutto è causa dello stress "Lei è sanissima, signorina! Cerchi solo di rilassarsi di più, ok?" Sè.
La seconda fase è quella in cui sicuramente hai qualcosa, ma il pensiero di farti controllare è ancora peggiore che pensare di averlo. Così, ad ogni esame si accompagna una notte insonne, pianti, panico, discorsi con se stessi infiniti, se poi c'è un interlocutore "poro" lui. Cominci a tirare giù la tua personale anamnesi, e, quindi, sei all'inizio della fine: ogni malattia è collegata all'altra, ti maledici per non esserti fatto controllare prima, e per non aver dato peso a quel fastidioso mal di gola, che magari è solo un banale mal di gola, ma... se fossero polipi? E allora, se non ti bastasse, inizi anche a pensare alle malattie familiari, a come siano morti tuoi parenti, a che età, e in quanto tempo. Di solito io prego di aver ripreso dalla mia famiglia paterna, nella quale comunque tirano le cuoia, ma dopo gli ottanta. Quella materna invece è un disastro: malattie mentali (tra cui ben due casi di schizzofrenia), svariate tipologie di cancri, rare malattie genetiche... e la chiudi qui, altrimenti, presto, inizierò ad andare in iperventilazione.
Da quando sono stata a Londra, dopo anni di serenità (che non è vero: due anni fa ho avuto un caso di iponcondria ben peggiore. Per puro diletto ho iniziato a leggere un manuale di psicopatologie. Beh, ho passato i sei mesi più brutti della mia vita, fin quando ho scoperto che siamo TUTTI soggetti a nevrosi più meno passeggere. La mia è in corso dal 26 novembre 1983), ho ripreso a preoccuparmi per la mia salute. La volta peggiore è stata quando sulle macchinine a scontro ho preso un colpo di frusta, ed ho passato la notte sveglia perché avevo paura di perdere i sensi a causa di un possibile trauma cranico. Notte in cui, almeno ogni ora, mi sono sottoposta ad un esame neurologico molto semplice: occhi chiusi, seduta, indice della mano destra e quello della mano sinistra devono riuscire a centrare il naso. Se non vi si riesce, auguri.
Stasera, per curiosità ho aperto Wikipedia e ho cercato "perdita media di sangue durante il ciclo mestruale". Spesso mi capita di avere un ciclo moooolto abbondante, così mi è venuta la curiosità di sapere quanto sia giusto perderne. Avevo previsto di poter leggere cose spiacevoli, ma mai così tanto:
"Flussi molto abbondanti o maggiori di 80 ml (ipermenorrea o menorragia) possono derivare da disturbi ormonali, anormalità uterine, incluso leiomioma uterino o cancro, e altre cause."
Mi giro verso Stefano (sempre il mio migliore amico, con cui sono tornata a vivere):
- Stè, penso di avere un cancro alle ovaie.
- Ehhh??
- Sì. Cristo. Lo sapevo! Te l'avevo detto che questo ciclo era strano, con ben TRE GIORNI di ritardo! Altro che "sarà per il fatto che sei agitata, nervosa, stressata, e che hai cambiato abitudini alimentari." Dio mio, e adesso? [piango]
- Sara! Ma la smetti? Non hai nulla!! E mica è la prima volta che hai un ciclo così abbondante! Anche l'anno scors
- Eh! Si vede che ho un cancro da un anno... Oddio... E ora? Chiamo mamma.
- Ma no lasc
- Mamma, senti ho il ciclo abbondante. Non è che si tratta di cancro?
- Oddio, Sara, la devi smettere di leggere articoli di medicina, te l'ho detto mille volte! [ride]
- C'è scritto su Wikipedia! Se perdi oltre 80ml c'è qualcosa di grave che non va!
- E tu che ne sai quanto ne perdi?
- Ecco, beh... Ho preso un assorbente nuovo, ci ho versato dell'acqua e ho visto che solo in uno io arrivo a perdere oltre 20ml. Figuriamoci in un giorno! Altro che 80ml a settimana.
Stè ride a crepapelle, mamma pure.
Mamma:" Ma Sara io allora dovrei essere morta da un pezzo!!"
Io:" Sentite io sono seria... Qui c'è qualcosa che non va!"
Mamma:" Ma allora fatti controllare! Cerca un ospedale, e prenotati una visita!"
Io: "Sei matta? E se poi ho qualcosa? Io non lo voglio sapere.
Stefano, ancora ridendo:" Ma dài Sà! Sei il ritratto della salute!"
Io: "E chi cazzo sei tu? Uno stregone?"
Mamma: "Ok, non vuoi farti visitare, quindi?"
Io: "Ok, ridete... Allora mi faccio visitare, poi però se ho un cancro rido io! AH AH! Così vediamo se mi date ancora della pazza."
Stefano:" Io mi immagino la scena "Tohh! [fa il gesto dell'ombrello] ve l'avevo detto che ho un cancro! In culo a tutti! Di sicuro la prenderesti nel modo giusto se riuscissi a riderne! Oddio Sà sto crepando."
Io:" Magari. Ma quale ridere? Ah, e ve lo dico ora una volta per tutte: io non mi faccio chemio, cure a vite, ecc, chiaro?
Stefano:" E la cosa bella è che sei seria!! AH AH AH AH AH AH! STO MALEEEEEE!!"
Io:" Mi ammazzo direttamente. Non sto lì col panico a vita, legata alle macchine, Cristo santo. Dio che ansia, mi viene da vomitare. [piango] sniff sniff... [mi incazzo] Ma la fai finita di ridere, pezzo di idiota? Continua così e fai la fine delle iene, stasera. [rido]"
Stefano:" Ma che ridi??"
Io: "Eh eh, ho pensato alle iene di Roger Rabbit... mi sono fatta ridere da sola per la battuta."
Stefano:" No, vabbè ma non è possibile, io voglio che qualcuno filmi sto momento."
Mamma:" Se vuoi ti aiuto io ad ammazzarti."
Io:" Va bene, faccio gli esami. Almeno mi godo gli ultimi giorni di vita. "
Risate con lacrime di Mà e Stè.
Mamma:" Ok, abbiamo già un posto riservato accanto a tuo nonno. Sarebbe di tua nonna, ma sono sicura che te lo concede..."
Io:" Stè, tu sai già che foto voglio sulla tomba, no?"
Stefano:" La mia?"
Io:" ...Mi scelgo l'epitaffio, voglio una citazione figa."
Stefano:" Ma non volevi essere cremata?"
Io:" Uhm, non lo so. Poi come fai a piangermi ogni giorno? Devi venire lì davanti alla mia tomba."
Stefano:" Ma io non piangerò per te!"
Io:" Già hai ragione, se io crepassi ti leveresti direttamente la vita il secondo dopo."
Stefano:" No, Sà. Devi venirmi a dare i numeri mentre dormo."
Io:" Che tu possa morire povero, Gentile."
Mamma:" Sara, ti richiamo tra mezz'ora. Tu intanto calmati, ok?"
Dopo un'ora:
Mamma:" Allora, stai meglio?"
Io:" In apparenza sì, ma chissà se sarà così davvero. Non possiamo saperlo."



